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Ogni stima è provvisoria e destinata a salire: almeno 77 morti e decine di feriti, con persone rimaste intrappolate sotto edifici crollati. È il bilancio provvisorio del terremoto di magnitudo 7.4, a oltre ottanta chilometri di profondità, registrato oggi alle 7.34 (ora locale) in Colombia, con epicentro nelle vicinanze di San José del Palmar, in Chocó. I soccorsi improvvisati hanno visto i civili in prima fila nella ricerca dei superstiti sotto le macerie, anticipando la risposta di Forze dell’ordine e Protezione civile. Qualcuno si è salvato in extremis, buttandosi sull’asfalto per poi chiedersi dove fossero finiti i propri cari. Qualcuno dorme fuori, temendo altre scosse. La governatrice del Dipartimento, Nubila Carolina Córdoba-Curi, parla di «feriti e gravi danni» anche a Quibdó, capoluogo di Chocó, e teme ulteriori scosse. Testimonianze simili arrivano da Pereira, 250 chilometri a ovest dall’epicentro, il cui sindaco Eduardo Rojas parla di almeno 18 vittime rimaste sotto i palazzi crollati. Altre due vittime si contano a Manizales, la cui cattedrale ha subito il crollo di uno dei suoi campanili gemelli. Lo ha fatto sapere l’arcidiocesi, sottolineando: «Ci uniamo in preghiera per le vittime e gli sfollati».
Sempre a Manizales le autorità municipali hanno trasformato il Colosseo maggiore – palestra con capienza di 2mila persone – in rifugio per gli sfollati e ha annunciato la sospensione di tutte le attività. Soltanto nella Valle del Cauca si registrano 27 morti. Almeno 20 gli edifici colpiti nel capoluogo, Cali, con le strutture sanitarie in ginocchio: diverse persone, bambini inclusi, sono rimaste intrappolate sotto le macerie del Policlinico e dell’ospedale universitario del Valle. «Non possiamo ricevere altri pazienti», ha detto il direttore dell’ospedale Irne Torres a Radio Caracol , là dove un terzo dell’edificio è collassato.
Colpite anche le località di Armenia e Popayán e la capitale Bogotà, dove l’impatto però è stato lieve.
«È il sisma più forte mai registrato nel Paese nell’ultimo decennio», spiega il direttore del Servizio geologico colombiano, Julio Fierro Morales, facendo un confronto tra l’attuale terremoto e quello che nel 1999 fece 1.185 morti sempre nelle località di Armenia, Manizales e Pereira che rientrano nell’“Eje cafetero”, l’area turistica della coltivazione del caffè. «Ho assunto direttamente la guida nella risposta all’emergenza a San José de Palmar», ha fatto sapere il presidente colombiano Abelardo De La Espriella – da poco alla guida del Paese – annunciando la sua imminente visita a Pereira per «accompagnare le persone colpite e verificare la risposta del governo» alla tragedia.
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