
9 Eddie Brock
«Avvoltoi» Una ballad romantica, potrebbe essere la vera sorpresa di questo Festival. Sul finale un assolo di chitarra che la rende ancora più avvolgente. Già me lo vedo, al tramonto, sulla Terrazza del Gianicolo.
9 Ditonellapiaga
«Che fastidio!» Una canzone che celebra tutto quello la infastidisce. Ci sono anche «I giornalisti perbenisti». Tutti in piedi all’Ariston e super hit nelle radio.
8,5 Tommaso Paradiso
«I romantici»: Con il suo stile pop-indie romantico e cinematografico, come l’ultimo dei romantici riflette se stesso e racconta del suo amore per la compagna e sua figlia Anna.
8 Sal Da Vinci
«Per sempre sì» Apprezzata per il testo emozionante e la melodia orecchiabile che unisce tradizione napoletana e sonorità moderne per il «si» di una vita. Vero tormentone.
8 Fedez & Masini
«Male necessario» Una coppia vincente. «La gente pudica giudica che brutta gente che frequenta Fedez / Ma ci si dimentica sempre che Giuda se la faceva con gente per bene». Il rap di Fedez introduce perfettamente la voce potente di Masini.
7, 5 Fulminacci
«Stupida sfortuna» Un’altra boccata d’ossigeno per la musica cantautorale, che ci porta a spasso per la Capitale, invasa dalla trap e dal rap. Potrebbe essere una delle sorprese di questa edizione.
7 J-Ax
«Italia starter pack» Un allegro pezzo country che ha anche tutte le carte in regola per far funzionare questa nuova veste dell’artista.
7 Serena Brancale
«Qui con me» Finalmente ritroviamo la sua voce scura e versatile che racconta in una lettera biografica, il dolore dilaniante per un affetto che non c’è più. Da brividi.
7 Raf
«Ora e per sempre» Timbro gentile, elegante e romantico capace di trasmettere nostalgia ed emozioni profonde con un pop raffinato. Bentornato Raffaele.
6,5 Malika Ayane
«Animali notturni» Un sound basato su groove funk, venature soul e jazz in perfetta sintonia con la voce di Malika che questa volta fa ballare.
6,5 Maria Antonietta & Colombre
«La felicità e basta» Un singolo indie-pop/funky che ricorda Alan Sorrenti e che unisce lo spleen poetico e talvolta punk di lei alla brillantezza compositiva di lui. «Perché la felicità non si aspetta, ma ce la prendiamo e basta».
6, 5 Enrico Nigiotti
«Ogni volta che non so volare» La scrittura di Pacifico fa vibrare il graffio della voce di Nigiotti nell’intimità di un racconto acustico che non ha bisogno di effetti speciali.
6,5 Sayf
«Tu mi piaci tanto»: Street rap, cantautorato, simile a Max Gazzè, e sonorità mediterranee con un testo ricco di citazioni: Berlusconi, gli allagamenti Liguria ed Emilia, e Fabio Cannavaro nei Mondiali 2006.
6 Arisa
«Magica favola» Una voce e raffinata, sul finale cresce gradualmente fino a diventare lirica. Colonna sonora perfetta per un cartone animato dysneiano.
6 Francesco Renga
«Il meglio di me» Francesco Renga si conferma, in questa ballad, la più bella voce maschile della musica italiana anche se avrebbe dovuto osare di più.
6 LDA & Aka 7evEN
«Poesie clandestine» Il brano ricorda un po’ troppo Anema e Core di Serena Brancale. I ragazzi funzionano su questo brano che parla di un amore intenso ma al tempo stesso fuggitivo.
6 Levante
«Sei tu» Un’atmosfera intima e originale, un brano molto delicato che ha bisogno di più ascolti per essere compreso.
6 Mara Sattei
«Le cose che non sai di me» L’apertura orchestrale, il crescendo musicale, una ballad romantica, nella piena tradizione sanremese che conferma la vocalità dell’artista.
5,5 Ermal Meta
«Stella stellina» Sonorità etniche che dovrebbero raccontare della guerra a Gaza. Il punto di vista di un soldato, che ritrova una bambola e si rivolge a una bambina che non c’è più.
5 Bambole di Pezza
«Resta con me» Un singolo pop rock che risuona come un invito alla connessione e alla vicinanza per i momenti in cui ci sentiamo perduti e soli. Tutto già sentito.
5 Chiello
«Ti penso sempre» Un mix eclettico di trap, emo rap, indie pop e cantautorato moderno, con un testo introspettivo, malinconico che riflette il suo vissuto. Da riascoltare.
5 Dargen D’Amico
«Ai ai» Questa volta parla di intelligenza artificiale ma non la demonizza. Ci mette solo in guarda con il suo stile.
5 Elettra Lamborghini
«Voilà» Cita la Carrà, spolvera Sarah Toscano, per una hit che sarà un vero e proprio tormentone “estivo”.
5 Leo Gassmann
«Naturale» Un inno all‘amore che avrebbe dovuto spingere di più. Occasione mancata.
5 Luchè
«Labirinto» Apprezzabile la sua canzone d’amore con rime e assonanze ma manca la sua veracità napoletana.
5 Michele Bravi
«Prima o poi» Bravi resta fedele al suo mondo fatto di malinconia. Difficile comprendere la sua vocalità che questa volta non lascia il segno.
5 Nayt
«Prima che» Troppa carne sul fuoco. Uno stile ibrido che unisce hip hop tecnico, caratterizzato da flow camaleontici e metriche complesse. Non facile al primo ascolto.
5 Samurai Jay
«Ossessione» Un ritmo latino ammiccante, con tanto di «andale andale» e «bailando con tigo asì». Più da Festivalbar che da Sanremo.
5 Tredici Pietro
«Uomo che cade» Il testo, complice Di Martino, non è per niente scontato: si invita a viversi il momento e a non pensare eccessivamente al futuro. Pietro ci mette il suo rap nero ma in passato ha fatto di meglio. Da riascoltare.
SV Patty Pravo
«Opera» Un testo ben scritto da Giovanni Caccamo. Patty Pravo non ci fa emozionare.
























