Già ultimata e inviata in prefettura la relazione propedeutica allo scioglimento del Comune di Giugliano, così come quella per il Comune di Pomigliano. Quella di Marano sarà inviata, invece, entro la fine del mese. Tutto come previsto, dunque: in meno di tre mesi le tre commissioni ispettive, come indicato dal prefetto Di Bari, hanno concluso o concluderanno i lavori.
Tempi record a Giugliano, meno di due mesi, ma la relazione – nonostante il poco tempo a disposizione – è corposa. In quel comune, nel corso degli ultimi mesi, ci sono state tre-quattro indagini importanti che hanno, naturalmente, favorito il lavoro degli ispettori. Si è fatto in fretta, certo, anche troppo, poiché le elezioni comunali sono alle porte e l’obiettivo è di sciogliere l’ente prima della tornata elettorale. Ricordiamo ai neofiti e ignoranti della materia che una relazione ispettiva per un ente ha valore ed efficacia per l’amministrazione in quel momento in carica e non può dunque essere estesa a un’amministrazione, nuova, che dovesse venire fuori dalle urne. Morale della favola: Giugliano o si scioglie prima del voto o non si scioglie più. I politici locali, naturalmente, non possono dirlo con chiarezza perché ciò significherebbe che in tanti disdegnerebbero di candidarsi.
Per Pomigliano capitolo a parte: la relazione è composta da centinaia di pagine, ma il punto è un altro: si scioglierà perché Pomigliano è comune attenzionato da politici di grido a livello regionale, tra cui alcuni noti “molestatori” e influencer, o perché c’è realmente materiale? Il materiale c’è, questo è certo, ma sulla questione mafia e contiguità amministrativa i pareri sono discordanti. La giunta in carica è sicuramente sotto osservazione e sicuramente ci sono anomalie. Ma ora bisogna capire quale valutazione verrà fatta in sede prefettizia. Ricordiamo, ad ogni modo, che lo scioglimento di un ente non necessita di prove e fatti di rilevanza penale: lo scioglimento è una misura amministrativa di prevenzione, viene dunque applicata per evitare forme di ingerenze della criminalità organizzata e non solo. A nostro avviso, Pomigliano va sciolta, anche se il clamore mosso da qualche “stornellatore” e menestrello regionale e nazionale possono non favorire la causa.
Marano è un caso chiaro: la relazione sarà corposa, gli elementi di ambiguità e contiguità tra alcuni personaggi e la macchina comunale è evidente e lapalissiana, così come anomalie sul fronte di affidamenti, leggi antimafia e via discorrendo. L’unico dubbio, come sempre ribadito, verte sugli incredibili e spudorati tentativi di ingerenze che qualcuno ha provato a fare in questi mesi e anche negli ultimi giorni. La commissione ispettiva sta lavorando bene, ma gli ambienti del Viminale e prefettizi, non è un mistero, sono infarciti di esponenti provenienti da determinati partiti. Vedremo.
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