Se fosse un film s’intitolerebbe La grande fuga. Invece è tutto drammaticamente reale, e l’evasione di un detenuto polacco da Poggioreale – avvenuta nell’ultima domenica d’agosto, mentre la città era ancora deserta – assume i contorni di un caso a dir poco clamoroso: era oltre un secolo che dalla casa circondariale più sovraffollata d’Europa non fuggiva nessuno.
Un fatto è certo: Robert Lisowski – 37enne polacco detenuto dal cinque dicembre scorso in una cella del padiglione Milano in attesa di giudizio con l’accusa di omicidio volontario (assassinò nel culmine di una lite un operaio ucraino) – ha progettato ogni minimo particolare, senza tralasciare alcun dettaglio. E – almeno fin quando si è trovato all’interno del perimetro carcerario – ha fatto tutto da solo.
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