Spesso si leggono articoli che si rifanno al senno perso di Orlando, nei quali si impreca per i due pesi e due misure dopo lo scioglimento, oppure da parte di un partito si chiede rispetto, dimenticandosi che gli ‘artefici della situazione socio-politica-amministrativa di oggi sono figli del partito che per due volte era al timone della città durante gli ultimi scioglimenti del consiglio comunale, e della famigerata “opposizione costruttiva”, la ricordiamo. Chiedere rispetto e chiarezza amministrativa è il sale per un buon governo e penso che nonostante la situazione disastrosa dilagante che hanno trovato i rappresentanti dello Stato, qualcosa si muove se non altro sotto il profilo etico-morale. Per le tante problematiche che stritolano in una morsa la sopravvivenza dei cittadini si sta lavorando, grazie anche al lavoro degli uffici, nonostante un organico di risorse umane ridotto al lumicino, e nella consapevolezza che decenni di politica sciatta non possono essere sanati in pochi mesi. Ricordo a me stesso e a tutti gli attori della scena politica locale che: la città di Marano è in coma per colpa di tutta la classe politica maranese, nessuna esclusa, ed è inutile stracciarsi le vesti per indossare l’abito dei paladini della città per qualche voto alle prossime elezioni amministrative. Direbbe il buon Principe de Curtis: “Qua nessuno è fesso”. Urge l’intervento del paladino Astolfo per recuperare il senno.
Michele Izzo
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