Frana a Marano, sequestri notificati: 26 famiglie sfollate. Tra paura e burocrazia, la corsa contro il tempo per tornare a casa. La proposta dell’assessore regionale potrebbe richiedere tempi medio-lunghi

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Notificati gli atti di sequestro ai condomini della palazzina tra via Roma e via Casa Baiano, nel centro storico di Marano. Da ora in avanti scatteranno le ordinanze comunali per imporre la messa in sicurezza “ad horas”. Ma i tempi si annunciano tutt’altro che brevi, mentre 26 famiglie restano sfollate e chiedono certezze per poter rientrare nelle proprie case.

«Siamo vivi per miracolo. Mia moglie era in camera da letto poco prima che la stanza venisse giù», racconta Enzo Tassari, tra i più colpiti: il crollo del muro di contenimento ha sventrato balcone e camera al primo piano. «Ringraziamo il Comune per l’albergo a Casoria, ma la casa è aperta, temiamo intrusioni. Non sappiamo se e quando potremo entrare almeno per recuperare le nostre cose».

L’inagibilità riguarda l’intero edificio, costruito circa 45 anni fa, improvvisamente esposto dopo il cedimento del muro (cemento armato alla base, tufo e terreno nella parte superiore), franato anche a causa del maltempo e dell’usura. Ora bisogna rimuovere i massi e verificare la stabilità complessiva. Il timore condiviso è che nuove piogge possano aggravare il quadro, spingendo altro materiale contro i pilastri.

Tra gli sfollati c’è anche un’anziana di 86 anni, invalida, che chiede solo di tornare a casa. «Qui abbiamo investito tutto», dice Lea, residente da trent’anni. L’area è presidiata giorno e notte da carabinieri e vigili del fuoco con servizio antisciacallaggio. La vicina chiesa di Chiesa di San Castrese e piazza del Plebiscito sono diventate punti di ritrovo per aggiornamenti e solidarietà.

Sul piano tecnico-giuridico, trattandosi di proprietà private (fabbricato e terreno), gli interventi spettano ai condomini. Il Comune ha chiuso solo la condotta idrica del palazzo danneggiato, riattivando il servizio nel resto del centro storico; un’autobotte garantisce acqua non potabile.

Intanto emerge una proposta politica: l’assessore regionale Zabatta ipotizza un finanziamento straordinario al Comune, che potrebbe intervenire in somma urgenza e poi agire in danno nei confronti dei privati per recuperare le somme. Una strada che consentirebbe di accelerare i lavori, ma che comporterebbe comunque passaggi amministrativi complessi e tempi non immediati.

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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