Il “morbidone” Cirielli, sconfitto senza attenuanti in campagna elettorale, ora elogia Fico. “Si è liberato di De Luca”

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Le parole di Edmondo Cirielli, vice ministro agli Affari esteri e dirigente nazionale di Fratelli d’Italia, delineano un quadro politico campano tutt’altro che lineare. Nell’intervista, Cirielli rivendica i risultati del governo Meloni e, soprattutto, delinea una posizione sorprendentemente favorevole nei confronti del governatore Roberto Fico.

Il passaggio più significativo riguarda proprio il giudizio sull’ex presidente della Camera. Cirielli ammette che, dopo appena sette mesi, sia ancora presto per una valutazione definitiva, ma riconosce a Fico una scelta che considera fondamentale: quella di «smantellare il deluchismo» e di puntare su trasparenza e rinnovamento.

Un’apertura politica non secondaria, soprattutto considerando che Fico guida una Regione amministrata da una maggioranza di centrosinistra. Cirielli arriva addirittura a dichiarare di fare il tifo per il governatore, distinguendo questa collaborazione istituzionale da qualsiasi ipotesi di inciucio.

Ed è proprio qui che emergono le contraddizioni del ragionamento. Da una parte il centrodestra prepara le prossime sfide elettorali e punta a conquistare Napoli e la Campania; dall’altra, uno dei suoi esponenti di maggior peso riconosce pubblicamente il lavoro del governatore avversario e rivendica un nuovo clima di collaborazione con Palazzo Santa Lucia.

Il confronto con Vincenzo De Luca resta invece durissimo. Secondo Cirielli, l’ex governatore avrebbe alimentato negli anni una politica clientelare e soprattutto un rapporto conflittuale con il governo centrale. Una ricostruzione che serve anche a rimarcare la discontinuità che, secondo il dirigente di FdI, sarebbe rappresentata dalla gestione Fico.

Ma il nodo politico resta: se Fico rappresenta davvero una stagione di rinnovamento e collaborazione istituzionale, il centrodestra dovrà spiegare agli elettori quale sarà la propria posizione nei suoi confronti. Perché elogiare il governatore e, contemporaneamente, prepararsi a batterlo alle prossime elezioni regionali o alle altre competizioni locali rischia di apparire come una strategia dai contorni ancora poco definiti.

Cirielli, intanto, guarda anche a Napoli e avverte il centrodestra: niente candidature improvvisate all’ultimo momento. La partita contro il sindaco Gaetano Manfredi, osserva, sarà complessa e richiederà unità. Un’ammissione che suona anche come una critica alla gestione delle precedenti competizioni elettorali del centrodestra.

Sul fronte nazionale, infine, Cirielli difende l’operato del governo Meloni, attribuisce la crisi energetica soprattutto al conflitto nel Golfo Persico e rivendica la crescita del Mezzogiorno. Ma è il rapporto con Fico il passaggio destinato a far discutere di più.

L’immagine che emerge dall’intervista è quella di un Cirielli che, mentre prepara il terreno per le prossime sfide del centrodestra, riconosce nel governatore di centrosinistra un interlocutore affidabile. Una scelta di realpolitik che può favorire la collaborazione istituzionale, ma che apre anche una domanda politica inevitabile: quanto è profonda la distanza tra FdI e Fico, se uno dei principali dirigenti del partito arriva pubblicamente a fare il tifo per il governatore?

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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