Nelle ore successive al confronto televisivo tra Roberto Fico ed Edmondo Cirielli, più dei contenuti emersi è diventata centrale una domanda: perché il candidato del centrodestra non ha affondato il colpo sui quattro temi più caldi della campagna? Il gozzo ormeggiato nell’area dell’Aeronautica a Nisida, la casa al Circeo condonata, il sostegno pubblico dell’ex brigatista Pasquale Aprea e il patto politico con Vincenzo De Luca avrebbero potuto mettere sotto pressione Fico, ma nessuno di questi dossier è stato evocato.
Nei commenti e sui social, l’assenza di attacco diretto è stata notata da sostenitori e osservatori. Alcuni interpretano la scelta come una strategia di basso profilo, volta a evitare uno scontro personale che avrebbe rischiato di trasformare il confronto in una rissa televisiva. Altri vi leggono il timore di un possibile boomerang: aprire le questioni più delicate avrebbe dato a Fico l’occasione di rispondere e spostare l’attenzione sulle critiche al centrodestra. Non manca chi ritiene che Cirielli abbia preferito conservare le carte migliori per gli ultimi giorni di campagna, quando l’effetto sugli indecisi sarebbe maggiore e la possibilità di replica più limitata.
Fatto sta che, nelle ore successive al dibattito, il tema dominante resta la scelta di non utilizzare quattro dossier noti e controversi. Non i “scheletri” in sé, già ampiamente discussi, ma il fatto che il centrodestra abbia deciso di non colpirli: un’assenza che continua a suscitare domande, dubbi e commenti su tattica e opportunità politica.
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