Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump annuncia che i prodotti europei saranno soggetti a dazi doganali del 25% “a breve”. “Abbiamo preso la decisione e la annunceremo presto, sarà del 25%”, spiega Trump, ovvero il livello al quale anche i prodotti canadesi e messicani dovrebbero essere tassati a partire dal 2 aprile secondo la Cnn.
“L’Unione europea è stata concepita per infastidire gli Stati Uniti, questo era l’obiettivo e ci sono riusciti. Ma ora sono io il presidente”, afferma, ritenendo che i paesi europei potrebbero essere tentati da misure di ritorsione, ma che ‘non lo farebbero’. “Possono provarci – dice Trump sui dazi sull’eventualità di contromisure economiche – ma gli effetti non saranno mai gli stessi, perché noi possiamo andarcene. Siamo la cornucopia, ciò che tutti vogliono, e possono tentare di vendicarsi, ma non funzionerà“, ripete. “Basta che non compriamo più nulla, e se succede, abbiamo vinto”, insiste.
Non solo dazi: Trump accelera sulla pace in Ucraina
Sul fronte della guerra in Ucraina, Volodymyr Zelensky volerà a Washington, venerdì 28 febbraio, per la firma dell’accordo sui minerali e le terre rare. A confermarlo è stato Donald Trump in persona, aprendo una riunione di gabinetto alla Casa Bianca. Dall’incontro dipenderà la firma o meno dell’intesa con cui il presidente statunitense non ha nascosto di voler “riprendersi” i soldi spesi in sostegno a Kiev. “Questo accordo economico può essere parte delle future garanzie di sicurezza, ma voglio capire la visione più ampia. Cosa attende il nostro Paese?”, sono stati i dubbi espressi da Zelensky in conferenza stampa.
Il leader ucraino vuole discutere con Trump sulla possibilità che gli Stati Uniti interrompano gli aiuti militari e, nel caso, capire se l’Ucraina sarà in grado di acquistare armi direttamente da Washington. Vuole anche sapere se l’Ucraina potrà utilizzare i beni russi congelati per investimenti in armi e se Washington ha in programma o meno di eliminare le sanzioni contro la Russia. Trump però è deciso a mettere a Kiev alcune limiti, primo tra i quali quello di “scordarsi dell’adesione alla Nato, perché probabilmente è stata la ragione per cui la guerra è iniziata”.
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