Sul sito online del Movimento 5 Stelle è comparso ieri uno scambio epistolare surreale. Beppe Grillo, l’Elevato, il Garante, il padre putativo, il semidio che per anni ha prestato il suo nome ad una intera comunità di abbocconi anti-establishmenti, i grillini appunto, scambia cordialmente più di qualche veduta con Giuseppe Conte, l’Avvocato, il capo politico, l’uomo che quel rimando al comico genovese ha fatto del tutto per sbianchettarla. I due, che in barba all’intento iniziale del M5S di fare il “non-partito” e di non darsi delle cariche hanno ormai più titoli che voti, parlano del futuro del Movimento e della struttura di cui si dovrà dotare per i processi decisionali. Il risultato è un goffo tentativo di mascherare il fatto che, dopo essersi insultati in pubblico e in privato varie volte, i due debbano ormai ricorrere alle lettere perché si parlano a stento.
Il primo indizio che qualcosa non quadri è la scelta del dominio: quello ufficiale del Movimento (quindi Conte) anziché il blog del comico, per anni megafono sia ideologico che pratico per i grillini (quando erano decine di milioni e generavano quindi decine di milioni di euro in visualizzazioni). Il secondo, che sta invece a suggerire che ci si trovi di fronte a un gruppo di inadeguati, è la veste grafica. Il titolo del post, “Il M5S avvia il processo costituente”, appare in bianco su campo blu e giallo che è fondamentalmente una gigantesca bandiera dell’Ucraina. Non se ne saranno neanche accorti, visto che fosse per loro l’Ucraina non dovrebbe più nemmeno esistere.
























