Nel dibattito successivo alla relazione dell’assessore al Bilancio Pierpaolo Baretta sull’accordo Governo – Comune per il Patto per Napoli sono intervenuti numerosi consiglieri.
Il presidente della commissione Bilancio Walter Savarese ha evidenziato i principali aspetti positivi dell’accordo con il Governo, a partire da quello del rinvio all’anno prossimo dell’aumento dell’addizionale IRPEF, che si spera ancora di scongiurare con un aumento delle entrate. Un ordine del giorno sarà presentato a sostegno della firma dell’accordo.
Massimo Cilenti (Napoli Libera) ha auspicato il sostegno condiviso ad un accordo che parte dalla certezza dei crediti e consente una vera riorganizzazione ed il rilancio della città.
Sergio D’Angelo (Napoli Solidale Europa Verde) ha ricordato come il Consiglio sia chiamato a sostenere un provvedimento non semplice, che raccoglie un impegno del Governo che però poteva essere maggiore. I cittadini sono già gravati dagli aumenti delle tariffe e dai costi della pandemia, pertanto occorre tenere cercare di limitare l’aumento dell’addizionale IRPEF, prevedendo anche un ulteriore innalzamento della fascia di esenzione.
Gennaro Acampora (Partito Democratico) ha ricordato la genesi dell’accordo con il Governo, frutto di un lungo lavoro del Sindaco e dell’assessore Baretta, che consentirà il rilancio e la ripartenza della città. Il Consiglio deve essere fiero che si riprenda la lotta all’evasione e si possa investire in modo giusto e innovativo per migliorare i servizi.
Rosario Palumbo (Cambiamo!) ha ricordato i tagli ai trasferimenti degli ultimi anni che corrispondono alle risorse che ora saranno ora inviate alla città, aspetti che non devono far sentire Napoli in una posizione di sudditanza rispetto al Governo. L’occasione della concomitanza tra Patto per Napoli e PNRR non va persa, ma occorre incidere su alcuni aspetti, improntando il lavoro istituzionale alla diligenza e al rigore necessario per un effettivo rilancio.
Alessandra Clemente (Misto) ha parlato di un vero e proprio commissariamento della città da parte del Governo, perché le risorse che arriveranno sono poche, a fronte dei mancati trasferimenti degli anni precedenti e degli impegni gravosi che ci si assume. Sarebbe poi importante conoscere il testo dell’accordo che sarà firmato e che si auspica possa essere condiviso con l’Aula.
Nino Simeone (Napoli Libera), a proposito del progetto di creare una società specializzata nella riscossione straordinaria, ha chiesto chiarimenti su chi si occuperà invece di quella ordinaria. È poi intervenuto sul contributo che il Consiglio può dare rispetto al funzionamento delle partecipate e alla semplificazione della macchina amministrativa.
Antonio Bassolino (Misto) ha evidenziato che il Piano di recupero prevede interventi utili per la città, ma persiste inadeguata attenzione al tema del trasporto pubblico, né è chiara la gestione dei creditori dell’Ente. Crescita, uso intelligente del Pnrr, lotta alla camorra, visione più larga della città e suo coinvolgimento sono i punti forti sui quali l’amministrazione dovrà puntare.
Per Annamaria Maisto (Azzurri Noi Sud Napoli Viva) non bisogna strumentalizzare il PNRR, ma affrontare le difficoltà nelle quali versa la città di Napoli, scegliendo di rimboccarsi le maniche e assumersi delle responsabilità, fornendo le dovute garanzie su temi quali la riscossione e la dismissione del patrimonio.
Per Ciro Borriello (Movimento 5 Stelle) è importante il lavoro fatto finora per Napoli da tutti i partiti politici. Bisogna avere l’onestà di riconoscere che meglio di così non si poteva fare, è un preciso impegno politico che va assunto anche in Consiglio comunale.
Iris Savastano (Forza Italia) ha ringraziato per la chiarezza sulla situazione drammatica del bilancio, ma ha confermato una fortissima perplessità sull’addizionale comunale (con richiesta di elevare a 15mila euro la fascia di esenzione). Occorre concentrarsi, inoltre, sugli immobili disponibili del Comune per costruire un modello di valorizzazione che deve essere la principale leva per uscire dal disavanzo.
Dopo una breve replica dell’assessore Baretta, il presidente della commissione Bilancio Walter Savarese ha illustrato un ordine del giorno, condiviso dalla commissione e da numerosi gruppi, anche di opposizione, che dà mandato al Sindaco di sottoscrivere il Patto per Napoli con il Presidente del Consiglio Draghi e raccomanda di avviare iniziative volte al miglioramento della riscossione, impegnando altresì la Giunta a predisporre un piano urbanistico e a presentare entro il mese di settembre un piano di riorganizzazione delle partecipate.
Antonio Bassolino (Misto) ha definito un errore politico il testo dell’ordine del giorno del quale, ha detto, non c’era bisogno e ha annunciato che non avrebbe partecipato al voto. Rispetto alle obiezioni di Bassolino, per Nino Simeone (Napoli Libera) l’odg rappresenta un documento di indirizzo politico che andava presentato a sostegno della firma del Patto.
Alessandra Clemente (Misto) ha parlato di sofferenza nel non conoscere, in consiglio comunale, i dettagli dell’accordo che da qui a qualche ora si discuterà a Roma. L’odg appena presentato dà poi un mandato in bianco al Sindaco e alla Giunta senza entrare nel merito del documento, per questi motivi ha annunciato di non voler partecipare al voto.
Aniello Esposito (Partito Democratico) ha dichiarato che la priorità assoluta è il bene della città di Napoli. Questo accordo va quindi sostenuto, così come l’odg illustrato in Aula, sottoscritto per primo dal suo partito. È necessario avere contezza delle misure che si andranno ad adottare, pur ricordando che bisogna avere rispetto e considerazione del ruolo del Consiglio comunale.
Per Rosario Andreozzi (Napoli Solidale Europa Verde) l’odg rafforza le scelte che l’amministrazione metterà in campo con una serie di leve. Se non si sottoscrive il Patto per Napoli ci saranno gravi conseguenze lavorative in città, e bisogna essere pronti ad assumersi le giuste responsabilità per avere le risposte che attendiamo da tempo.
Sergio D’Angelo (Napoli Solidale Europa Verde) ha definito l’odg un voto politico con il quale si affida alla Giunta e al Sindaco una chiara indicazione sugli accordi da sottoscrivere e sui punti sui quali agire.
Fulvio Fucito (Manfredi Sindaco) ha ricordato il risultato straordinario raggiunto che consente di poter parlare di futuro della città. L’odg è un certamente un atto politico, e non va fatta alcuna demagogia da parte della minoranza su un risultato così importante.
Nella replica il Sindaco Manfredi ha parlato di un giorno importante per la città. Bisogna essere chiari nel dire che Napoli era in dissesto, una situazione che avrebbe comportato danni per i creditori, la liquidazione delle partecipate, la svendita del patrimonio. Ha parlato di un intervento faticoso, perché Napoli aveva perso negli ultimi anni ogni credibilità nelle trattative con il Governo centrale. È un dato incontrovertibile quello che viene illustrato oggi, e ora si apre una nuova pagina che consente di avviare un processo di investimento, grazie ai 1,2 miliardi a fondo perduto e il nostro ‘quarto’ che può essere investito per il rilancio della città. Questo è l’inizio di una stagione di cambiamento e serve un intervento sulle partecipate, che non significa una riduzione degli investimenti, ma un efficientamento dei servizi. Non si tratta, quindi, di un piano lacrime e sangue, ma di un intervento strutturale che migliorerà la qualità della vita dei cittadini, un risultato che è stato possibile grazie alla fondamentale compattezza del Consiglio comunale. Nelle prossime ore si procederà alla sigla del Patto, ha concluso il Sindaco, aggiungendo che è finita la stagione delle favole e iniziata la stagione delle scelte amministrative. Sul piano politico, occorre infine un grande dibattito sul tema dei trasferimenti e delle perequazioni sui livelli essenziali dei servizi. Il cambiamento passa per un Piano di risanamento reale, che sarà rispettato. Occorre solo amministrare la città, senza chiacchiere e con i fatti, mostrando di avere una classe dirigente in grado di affrontare questa sfida, per una vera vittoria e ripartenza della città, di cui tutti abbiamo bisogno.
Al termine, l’ordine del giorno illustrato dal consigliere Savarese è stato approvato a maggioranza (i consiglieri Bassolino e Clemente non hanno partecipato al voto). La seduta è stata poi brevemente sospesa su richiesta del consigliere Palumbo (Cambiamo!), per poi riprendere alla presenza di 30 consiglieri.
Il consigliere Palumbo ha illustrato l’ordine del giorno a sua firma che impegna, tra l’altro, il Sindaco e l’Amministrazione ad anticipare il piano di razionalizzazione delle partecipate, a valorizzare il patrimonio comunale, ad istituire una commissione consiliare di monitoraggio e a promuovere un maggiore confronto tra le quattro città metropolitane che condividono il medesimo percorso di risanamento. Il documento è stato approvato all’unanimità e la presidente Amato ha dichiarato conclusi i lavori.























