Vaccino, un secondo booster? “Non abbiamo i dati”: l’allarme dell’Ema

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Avanti, ma con giudizio. L’Ema vuole mettere ordine nella strategia vaccinale. Ieri, da Amsterdam, rispondendo ai giornalisti in videoconferenza, Marco Cavaleri, responsabile per i vaccini dell’Agenzia europea per i medicinali, ha detto che i dati sulla quarta dose ancora non ci sono (il riferimento sarà Israele) e che è «abbastanza preoccupato per una strategia», appunto, «che preveda vaccinazioni ripetute in un lasso di tempo breve». «Non possiamo continuare a effettuare richiami ogni 3-4 mesi», ha sottolineato. Poi una precisazione: «Ovviamente quando si tratta di vulnerabili e immunodepressi è un caso diverso. Per loro la quarta dose va considerata già da ora. Le vaccinazioni ripetute in un arco temporale ristretto», ha proseguito Cavalieri, «non rappresentano un sistema sostenibile». E ancora: «Abbiamo due preoccupazioni: la prima è che se somministriamo dosi ogni 4 mesi finiremo potenzialmente per avere problemi con la risposta immunitaria: potrebbe non essere così buona. La seconda è quella di affaticare la popolazione. Se da un punto di vista epidemiologico ricorrere alle dosi “booster” fosse l’unica soluzione», è andato avanti Cavaleri, «allora si potrà fare una volta o due, ma sarebbe meglio iniziare a pensare a dosi più distanziate nel tempo. Il booster, in uno scenario endemico, sarebbe da fare a inizio inverno».

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TERRANOSTRA | NEWS
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