L’ultimo mega abuso edilizio scoperto nel comune di Marano. Ma pagherà mai qualcuno? Ma cosa hanno fatto forze dell’ordine e tecnici per 20 anni?

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Per più chissà quanti anni nessuno (forze dell’ordine e tecnici comunali) si era accorto di nulla o se ne era accorto e nulla ha fatto per ripristinare le condizioni di legalità. Un intero parco, costituito da sei appartamenti, realizzato in via Corree di Sotto senza alcuna autorizzazione o concessione edilizia. La scoperta è stata fatta mesi fa dai vigili urbani di Marano, che da tempo stanno passando al setaccio le abitazioni della zona, molte delle quali sversano liquami fognari nell’alveo dei Camaldoli. E’ il parco Federica l’ultimo abuso choc scoperto nel comune devastato dal cemento selvaggio.

Gli agenti della municipale si sono imbattuti in questo ed altri casi mentre eseguivano i controlli – sollecitati anche dalla Procura – di carattere ambientale. Il parco Federica, privo di pozzi neri o di altre vasche per il contenimento dei liquami, era uno di quelli “allacciati” illegalmente all’alveo. La struttura era però fornita di acqua potabile, con regolare contratto stipulato a suo tempo con il Comune di Marano. Il parco, secondo quanto accertato dalla municipale, fu costruito dall’imprenditore Carmine Carputo, pregiudicato e arrestato nuovamente qualche mese fa perché ritenuto contiguo alle fazioni criminali (Orlando e Polverino) del territorio. I titolari hanno presentato anni fa un’istanza di condono, ma la pratica (come spesso accade) è rimasta lettera morta. Né sanato l’abuso né punito. E gli oneri da pagare al Comune? Forse qualche rata, ma si sa poco anche su questo aspetto. Il solito caso, insomma, visto e rivisto in tante altre occasioni: da via Sant’Agostino a via Platone, da via Antica Consolare Campana a via Romano.

I vigili, scoperto l’abuso, hanno informato l’autorità giudiziaria e preparato gli atti propedeutici all’ordinanza di demolizione, poi eseguita dall’ufficio tecnico comunale. Niente sequestro, insomma, perché si tratta di una violazione urbanistica datata e il reato penale è ormai prescritto. Il Comune, trascorsi i 90 giorni dalla notifica (ma sono già trascorsi?), in caso di inottemperanza potrà acquisire il bene al proprio patrimonio immobiliare.

Per ora i residenti continuerebbero a versare il canone di fitto alla famiglia Carputo, che di recente ha presentato agli uffici dell’ente cittadino una Scia- acronimo di segnalazione certificata di inizio attività -per la realizzazione di un pozzo nero atto a contenere i liquami fognari. Il pozzo ora c’è, ma la Scia non può essere accettata essendo il parco allo stato abusivo.

Quello del parco Federica è uno dei casi più eclatanti venuti alla luce negli ultimi mesi, contrassegnati dai continui blitz dei carabinieri di Castello di Cisterna all’ufficio tecnico di via Nuvoletta.

Cosa è stato scoperto? Tantissimo.

Una scuola paritaria, la Garden House, costruita in parte su un bene confiscato alla camorra e con concessioni edilizie in sanatoria che non potevano essere rilasciate dal municipio. Una struttura realizzata da palazzinari (Simeoli) ritenuti affiliati ai Polverino. E ancora: un capannone per la vendita di materiale edile totalmente abusivo sorto negli anni Settanta in via Vallesana, a ridosso del cimitero, che per anni ha fornito materiale e mezzi proprio ai tecnici e operai del Comune; il garage Orlando, gestito dal fratello del super boss Antonio Orlando, sorto una trentina di anni fa su un suolo del Comune di Napoli e restituito all’ente partenopeo solo di recente; il ristorante La Cerasella, completamente abusivo (non ancora abbattuto), dove Ciriaco De Mita e Vincenzo De Luca siglarono (nel 2015) il cosiddetto Patto di Marano; le case abusive di via Platone e via Sant’Agostino, acquisite al patrimonio del municipio maranese tra il 1992 e il 1998, ma sgomberate soltanto poche settimane fa. Senza contare, infine, l’edificio (abusivo) costruito tra il 2004 e il 2005 sulla parete retrostante della caserma degli stessi vigili, abbattuto poco tempo e solo dopo l’interessamento della Procura, e il caso del Grifone, di cui nessuno vuole occuparsene.

E in via Corree di sotto? Un macello. Quasi tutte le case sono abusive, qualcuno ha il condono, molti no. Qualcuno ha il pozzo, altri no.

E i vigili e i tecnici e dirigenti comunali, cosa hanno fatto in 20 anni e passa? Qualcuno sarà mai indagato per le sue colpevoli sviste?

© Copyright Fernando Bocchetti, Riproduzione Riservata. Scritto per: TERRANOSTRA | NEWS
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