Visconti, senza numeri certi per il prossimo consiglio, rischia grosso. La quadra con i dissidenti non è stata ancora trovata

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Si avvicina la data del consiglio comunale, quello pieno, zeppo di argomenti all’ordine del giorno e atteso da tutti per testare la tenuta di una maggioranza sfilacciata in più componenti. Un consigliere, Luigi Carandente, ha chiesto l’azzeramento dell’esecutivo entro il 20 dicembre, annunciando che in caso di diniego da parte del sindaco Visconti passerà tra i banchi dell’opposizione. Altri sei consiglieri della lista del primo cittadino hanno chiesto analogo azzeramento e chiedono (più o meno ufficialmente) di essere degnamente e adeguatamente rappresentati in giunta. In pratica vogliono due assessori.

Visconti, almeno ufficialmente, non ha risposto né a Carandente né ai vari Di Marino, Vallozzi, Carandente Enza, Angelotti, Concilio e Diana.

Non è noto se invece si è accordato con il duo, anzi trio, anzi quartetto composto dai consiglieri Bruno e Marzi e dagli esterni Scuteri e Cacciapuoti.

Se il sindaco non ricuce lo strappo entro il 17 dicembre, è probabile che sia costretto a capitolare nel prossimo consiglio comunale, dove qualcuno potrebbe non presentarsi e altri astenersi o votare contro qualche provvedimento della stessa maggioranza.

Ma perché Visconti non vuole azzerare una giunta che finora ha combinato pochissimo? Per molti il primo cittadino è in difficoltà perché avrebbe stretto accordi con esponenti provinciali e regionali del Pd (e non solo) tali da non consentirgli di muovere, nell’arco delle prossime settimane, tutte le pedine.

© Copyright Fernando Bocchetti, Riproduzione Riservata. Scritto per: TERRANOSTRA | NEWS
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