Sono in stato di agitazione ma hanno deciso di garantire ugualmente il servizio, almeno per ora, i 22 addetti alla Centrale di sollevamento dell’acqua di Boscotrecase. Da domani, però, 23 comuni dell’hinterland vesuviano, particolarmente colpiti dalla emergenza incendi, rischiano di rimanere a secco. La società che gestisce l’appalto, destinataria di una interdittiva antimafia, conclude la sua attività e nulla si sa riguardo ai tempi di subentro, né sulla sorte del personale. Di qui la mobilitazione. «Vogliamo un incontro urgente in prefettura» – afferma Giovanni Ferraioli della Femca Cisl Salerno, firmatario, insieme a Giovanni De Stefano (Fiom Cigl) di un durissimo comunicato nei confronti dell’azienda e delle autorità.
La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la comunicazione della Giunta regionale campana alla società in questione di abbandonare l’impianto. La nota non conterrebbe alcun riferimento al fatto che il nuovo gestore assorba il
personale attualmente impiegato nell’impianto. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della stazione di Trecase e gli agenti della polizia di Stato di Torre Annunziata.






















