L’inchiesta e gli arresti: gli affari dei Simeoli al Vomero e in Calabria

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Secondo quanto ricostruito dalla Dda, riferiscono il procuratore Giovanni Colangelo e il procuratore aggiunto Giuseppe Borrelli, questi imprenditori, pur conoscendo perfettamente i trascorsi giudiziari della famiglia Simeoli, avrebbero agevolato la realizzazione di una serie di investimenti immobiliari gestiti da diverse società direttamente o indirettamente riconducibili a Carlo Simeoli. Tra le iniziative imprenditoriali che secondo i magistrati della Direzione distrettuale antimafia di Napoli erano finalizzate al riciclaggio, spiccano la costruzione di un centro sportivo con annessi 120 box auto per un valore complessivo stimabile in oltre 10 milioni di euro nel quartiere Vomero a Napoli, i cui lavori sono stati bloccati per violazioni di natura urbanistica, e quella di un centro commerciale di notevoli dimensioni a Zumpano (Cosenza) con annesso cinema multisala.
Secondo quanto ritenuto dal gip, le indagini hanno portato alla luce una fitta rete di relazioni personali e affaristiche tra Carlo Simeoli e alcuni professionisti napoletani, tra cui i fratelli Giovanni, Andrea e Luca De Vita, commercialisti, e Roberto Imperatrice, imprenditore operante nel settore della ristorazione

© Copyright Redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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