Tutto come previsto: alle primarie del Pd vince, anzi stra-vicne, Nicola Zingaretti. I dati vengono diffusi dal suo comitato: “Siamo intorno al 67%”, affermano. In seconda piazza Maurizio Martina al 18%, terzo Roberto Giachetti al 12 per cento. Zingaretti incassa circa 1 milione di voti. Buona l’affluenza, superiore alle aspettative: i democrat avevano fissato la soglia minima a un milione di voti. Giachetti si è subito complimentato: “Zingaretti sarà presidente”. Anche Martina ha riconosciuto la vittoria parlando di “una bella giornata”. Gianni Dal Moro, presidente della commissione del congresso dem, ha affermato: “A seggi chiusi l’obiettivo di un milione e mezzo di votanti è stato raggiunto”. Si potrebbe arrivare anche a 1 milione e 700mila voti (alle primarie del 30 aprile 2017, l’affluenza era stata di 1 milione e 800mila).
Con una vittoria di Zingaretti con simili proporzioni, Renzi potrebbe trarne le conseguenze. L’ex premier ha detto chiaro e tondo che non farà la guerra al nuovo segretario Pd, ma secondo retroscena di stampa che si inseguono da tempo potrebbe lasciare un partito che di fatto lo ha espulso per creare una nuova formazione politica. Operazione, comunque, non imminente: nel caso, lo farà soltanto dopo il voto alle Europee. Con la vittoria di Zingaretti, infine, crescono le probabilità di una ricucitura tra il Pd, Leu e Mdp: i vari Pierluigi Bersani, Roberto Speranza e Laura Boldrini potrebbero tornare all’ovile.
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