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A cura dell’Avv. Lelio Mancino
La fisioterapia moderna cambia volto e guarda sempre più alla scienza, al ragionamento clinico ed alla centralità della persona.
È questo il messaggio emerso dal convegno organizzato dall’Ordine dei Fisioterapisti di Napoli, Avellino, Benevento e Caserta presso il C.T.O. di Napoli, presidio storico della riabilitazione campana.
Un incontro che ha visto la partecipazione di numerosi professionisti, studenti e operatori sanitari, chiamati a confrontarsi su un tema oggi sempre più attuale: il superamento dei vecchi paradigmi della terapia manuale.
Per anni, infatti, il dolore muscolo-scheletrico è stato raccontato attraverso immagini semplicistiche: “vertebre fuori posto”, “bacino disallineato”, “aderenze da sciogliere”.
Oggi, però, la ricerca scientifica descrive un quadro molto più complesso.
La fisioterapia contemporanea si fonda sempre di più su un approccio bio-psico-sociale, dove il paziente viene considerato nella sua globalità: corpo, emozioni, abitudini, movimento e qualità della vita diventano parti dello stesso percorso terapeutico.
Durante il convegno, il dott. Salvatore Liguori ha spiegato come molte convinzioni diffuse negli anni siano ormai state superate dalla neurofisiologia applicata e dalle evidenze scientifiche più recenti.
“La prima cosa da fare – ha sottolineato – è portare quanta più scienza possibile all’interno della nostra professione.”
Un altro tema centrale ha riguardato il rapporto tra terapia manuale, postura e percezione corporea.
Il dott. Giuseppe Pezzella ha evidenziato come oggi la postura non possa essere interpretata in maniera rigida o “meccanica”.
Il corpo umano, infatti, è dinamico e adattabile.
La terapia manuale può certamente influenzare la percezione del corpo nello spazio e contribuire al benessere del paziente, ma deve essere accompagnata dall’esercizio terapeutico, dall’educazione al movimento e da una maggiore consapevolezza corporea.
Particolarmente significativo anche l’intervento del dott. Salvatore Picardi, responsabile scientifico dell’evento, che ha ricordato come la terapia manuale non rappresenti una soluzione “magica”, ma uno strumento utile nelle mani del fisioterapista per favorire il recupero del movimento e migliorare la qualità della vita del paziente.
La vera rivoluzione della fisioterapia moderna, dunque, non è soltanto tecnica, ma culturale.
Il paziente non è più visto come un soggetto passivo che riceve cure, ma come parte attiva del percorso riabilitativo.
Comprendere il proprio corpo, imparare a muoversi meglio e affrontare il dolore senza paura diventano elementi centrali della terapia.
Grande soddisfazione è stata espressa anche dal presidente dell’Ordine dei Fisioterapisti, Paolo Esposito, che ha evidenziato l’importanza di momenti di confronto scientifico e formazione continua per preparare i professionisti alle nuove sfide della sanità territoriale.
Dal confronto tenutosi al CTO emerge quindi una direzione chiara: la fisioterapia del futuro dovrà essere sempre più scientifica, multidisciplinare ed umana.
Una professione capace di unire evidenza scientifica, ascolto del paziente ed innovazione terapeutica.
Perché oggi curare non significa soltanto trattare un dolore, ma aiutare una persona a ritrovare movimento, autonomia e fiducia nel proprio corpo.
© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews


























