L’Italia sfida la Bosnia per il Mondiale in una notte da dentro o fuori che profuma di ultima spiaggia per l’intero movimento calcistico nazionale. A Zenica, gli azzurri si giocano l’accesso alla rassegna iridata in gara unica, consapevoli che un fallimento rappresenterebbe il terzo disastro consecutivo dopo le assenze del 2018 e del 2022. Il commissario tecnico Gattuso sembra intenzionato a non stravolgere la formazione, confermando in blocco la squadra che ha superato l’Irlanda a Bergamo. Nonostante l’infortunio, anche il capitano del Napoli Di Lorenzo è partito con il gruppo per dare la carica ai compagni. “Siamo diventati campioni anche senza essere più forti, ma mettendo cuore, patriottismo, sofferenza”, ha ricordato Ringhio evocando lo spirito del 2006.
Le scelte tattiche per l’Italia sfida la Bosnia per il Mondiale
Il modulo di partenza sarà il collaudato 3-5-2, con Bastoni a guidare il reparto arretrato e Matteo Politano confermato tra i titolari. In attacco Gattuso non sembra intenzionato a proporre ballottaggi dell’ultima ora, affidandosi nuovamente a Retegui dal primo minuto. Sebbene Pio Esposito resti un’opzione valida a gara in corso, la gerarchia iniziale appare ormai cristallizzata per questa finale secca. La mentalità e la capacità di saper soffrire saranno determinanti su un campo che si preannuncia ostico e in un clima invernale. Pertanto, l’Italia sfida la Bosnia per il Mondiale puntando sulla solidità di un gruppo che ha imparato a fiutare il pericolo.
Il peso della responsabilità nelle parole di Gattuso
Il commissario tecnico non ha nascosto la tensione che accompagna questa vigilia così delicata per il calcio tricolore. “Chi gioca al calcio vive per una notte così, si sente il formicolio nello stomaco”, ha ammesso Gattuso sottolineando il valore della posta in palio. Egli ha inoltre ribadito di essere pronto ad assumersi ogni responsabilità in caso di esito negativo del match. Tuttavia, la squadra ha mostrato progressi importanti negli ultimi sette mesi, diventando meno vulnerabile alle incursioni avversarie. Per l’Italia sfida la Bosnia per il Mondiale serve dunque una prestazione di carattere, lontana dagli alibi legati alle condizioni del terreno di gioco.
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