Morte del piccolo Domenico Caliendo, chiesta la ricusazione di un perito. Clima da resa dei conti al Monaldi

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Potrebbe slittare l’incidente probatorio fissato per martedì in Tribunale nell’ambito dell’inchiesta sulla morte di Domenico Caliendo, il bambino deceduto otto giorni fa in seguito alle complicanze di un trapianto cardiaco. Il difensore dei genitori ha infatti presentato istanza di ricusazione nei confronti di uno dei tre consulenti tecnici d’ufficio nominati dal gip di Napoli.

A formalizzare la richiesta è stato l’avvocato Francesco Petruzzi, che contesta la presenza nel collegio peritale del cardiochirurgo Mauro Rinaldi, professore ordinario all’Università di Torino. «Riteniamo – spiega il legale – che sussista un difetto delle necessarie garanzie di imparzialità. Da una semplice ricerca emergerebbe una manifestazione ante-incarico sui fatti oggetto di accertamento e, inoltre, la coautoria di una pubblicazione scientifica con uno dei medici attualmente indagati».

L’istanza sarà ora valutata dal giudice per le indagini preliminari. Qualora venisse accolta, si renderebbe necessaria la sostituzione del perito con conseguente rinvio dell’incidente probatorio e dell’esame autoptico sul corpo del bambino, passaggio ritenuto cruciale per chiarire le cause del decesso e le eventuali responsabilità.

Nel frattempo intervengono anche i difensori della dottoressa Gabriella Farina, la cardiochirurga che partì da Napoli per Bolzano per procedere all’espianto e al trasporto del cuore del piccolo donatore trentino. I penalisti Dario Gagliano e Anna Ziccardi respingono l’immagine di un’équipe napoletana «sprovveduta o impreparata», definendo «ingeneroso» il confronto con la presunta efficienza dei medici austriaci e del personale dell’ospedale di Bolzano.

Secondo quanto riferito dalla difesa, gli stessi membri dell’équipe di Innsbruck avrebbero dichiarato che, al netto di iniziali incomprensioni, l’espianto si sarebbe svolto in un clima sereno e nel rispetto dei protocolli previsti. Il contenitore utilizzato per il trasporto dell’organo sarebbe risultato conforme alle normative vigenti e i sanitari incaricati non sarebbero stati informati dell’esistenza di dispositivi alternativi più moderni.

Dalle carte dell’inchiesta emergerebbero ora ulteriori elementi tecnici che saranno oggetto di approfondimento nell’incidente probatorio, snodo decisivo per fare piena luce su una vicenda che ha profondamente colpito l’opinione pubblica.

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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