Marano, dopo il quinto scioglimento per mafia è tempo di fare i conti anche con la macchina comunale. Serve una “bonifica” in alcuni uffici

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Dopo cinque scioglimenti per infiltrazioni camorristiche, Marano si trova nuovamente sotto i riflettori. Non basta più riflettere sulle responsabilità politiche: è urgente fare i conti anche con la macchina burocratica comunale, che da anni, in alcuni settori, fatica a rinnovarsi.

È ormai evidente che non basta voltare pagina solo sul fronte politico. Troppi attori, da anni sulla scena cittadina, pur coinvolti in relazioni e indagini poco chiare, riescono ciclicamente a riposizionarsi, pronti a ritornare nel gioco. Ma il vero nodo irrisolto resta spesso quello della macchina comunale.

È vero: il personale è ridotto all’osso, ma in certi uffici strategici — e non ci si riferisce soltanto al famigerato Ufficio Tecnico — operano da decenni figure che continuano a esercitare un’influenza sproporzionata, rendendo vano ogni tentativo di rinnovamento. Sono volti noti, incastonati nei gangli del potere gestionale, capaci di condizionare scelte, rallentare processi, ostacolare ogni forma di trasparenza e cambiamento.

Gli scioglimenti, formalmente causati dalla parte politica, trovano radici profonde anche nella struttura amministrativa. La relazione ministeriale che verrà pubblicata nei prossimi giorni — seppur con alcuni omissis — dovrebbe contenere indicazioni precise su responsabilità, nomi e dinamiche interne che hanno contribuito al degrado istituzionale. E non sarà una sorpresa leggere, tra le righe, il ruolo passivo o ambiguo di alcuni funzionari di lungo corso.

Quando il Comune aveva ancora una struttura con una forza lavoro numerosa, una triade commissariale avviò un tentativo di riorganizzazione interna, puntando a un sacrosanto turn over. Quel tentativo però naufragò, perché uno dei componenti della stessa triade instaurò un rapporto troppo complice con una responsabile di settore, e ciò finì per compromettere l’intero piano di cambiamento.

Da allora, poco o nulla è cambiato. Anzi, in alcuni casi, proprio durante le gestioni commissariali, c’è stato chi ha ottenuto promozioni invece che sanzioni. Una delle commissioni straordinarie più discusse resta quella subentrata dopo l’amministrazione Visconti: un’esperienza giudicata da molti come inefficace e inconcludente.

Ora, però, c’è una nuova triade alla guida del Comune. E se si vuole davvero incidere, non si potrà più ignorare ciò che accade — o non accade — dentro gli uffici comunali. La bonifica deve essere ampia, su tutti i fronti. A partire dal vertice amministrativo.

In questo senso, diversi osservatori locali segnalano positivamente l’arrivo della nuova segretaria generale, Valentina Manon Santini: figura nota per il rigore, non legata a nessun contesto pregresso e con una reputazione costruita sul campo per la sua fermezza.

C’è chi auspica la sua conferma, proprio perché Marano ha oggi bisogno di figure autorevoli, non compromesse, e soprattutto disposte a spezzare quei meccanismi di potere che resistono al tempo, agli scioglimenti e ai commissariamenti. Ora tocca alla nuova triade – nella quale nutriamo molta fiducia – decidere se puntare sulla strada del rinnovamento o se lasciare che tutto resti, ancora una volta, immutato.

© Copyright Fernando Bocchetti, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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