Camorra, condannato Patrizio Bosti: 14 anni al boss dell’Alleanza di Secondigliano. Maxi sequestro da 4 milioni al genero

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Un duro colpo alla camorra napoletana e, in particolare al clan dell’Alleanza di Secondigliano. Il Gup del Tribunale di Napoli ha condannato a 14 anni di reclusione Patrizio Bosti, ritenuto uno dei capi storici del sistema criminale partenopeo, e il figlio Ettore Bosti, al termine del processo celebrato con rito abbreviato.

Il verdetto arriva al termine delle indagini condotte dal pool anticamorra della Procura partenopea, con i pm Alessandra Converso e Ida Teresi, oggi in forza alla Direzione nazionale antimafia, coordinate dal procuratore aggiunto Sergio Amato.

Oltre alle condanne, il giudice ha confermato il sequestro milionario dei beni riconducibili a Luca Esposito, genero di Bosti e marito di Flora Bosti, figlia del boss. Esposito, condannato a 2 anni e 8 mesi per autoriciclaggio, era considerato gestore di un patrimonio illecito da circa 4 milioni di euro, composto da contanti, Rolex e altri beni di lusso.

Condanna anche per Flora Bosti, a 6 anni di reclusione. Per lei la Procura aveva chiesto 13 anni e mezzo, ma l’accusa principale di associazione camorristica è stata derubricata in ricettazione; assolta, invece, dall’imputazione di minacce. La donna era difesa dagli avvocati Domenico Dello Iacono ed Elisabetta Valentino.

Un verdetto che, se confermato in appello, rappresenterebbe una svolta nel contrasto alla cosca dei Bosti e all’intero cartello dell’Alleanza di Secondigliano.

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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