Salvatore Liparulo, 50 anni, originario di Marano, è stato nuovamente scarcerato dopo che anche la terza ordinanza di custodia cautelare emessa nei suoi confronti è stata annullata dal Tribunale del Riesame. In soli nove mesi, Liparulo è stato raggiunto da tre provvedimenti restrittivi, tutti poi dichiarati inefficaci o annullati.
La prima ordinanza risale al novembre 2024, emessa nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Procura Europea (EPPO) e dalle Procure di Palermo e Milano, che ipotizzavano una frode e un’associazione per delinquere a livello nazionale. In quella fase, il Riesame escluse già l’aggravante mafiosa ipotizzata dagli inquirenti.
Otto mesi più tardi, a luglio, una seconda ordinanza aveva colpito nuovamente Liparulo. Anche in quel caso, i giudici del Riesame hanno dichiarato il provvedimento inefficace per mancanza dei presupposti giuridici.
Il terzo arresto è avvenuto recentemente ed è stato convalidato dal gip Fiorentini di Milano, lo stesso magistrato che aveva convalidato anche i noti arresti nel settore urbanistico del capoluogo lombardo, successivamente sconfessati dal Riesame. Ma anche stavolta, il Tribunale del Riesame di Milano ha annullato la misura cautelare, ritenendola priva di motivazione sufficiente.
Liparulo è assistito dagli avvocati Vincenzo Maiello e Francesca Morra, che in ogni occasione hanno ottenuto la scarcerazione del loro assistito davanti ai giudici del Riesame. L’indagato era stato coinvolto anche in una più ampia inchiesta con Giovanni Nuvoletta e altri soggetti dell’area maranese, anche loro successivamente rimessi in libertà.
Dalla prima misura di novembre scorso ad oggi, ogni qualvolta Liparulo si è presentato davanti al Riesame, è stato rimesso in libertà, segno – secondo la difesa – della fragilità del quadro accusatorio e della mancanza di elementi per giustificare la detenzione.
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