Spiagge affollate e “zulù”? E’ il modello turistico (fatto di pizze fritte e gazebo ovunque) voluto dal Comune e che sta involgarendo la città

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Caos lidi, turismo da rosticceria, fatto di Bad and breakfast e gazebini: una vergogna di cui bisogna dividere la responsabilità tra amministratori locali e giudici del Tar della Campania. I primi hanno confuso il caos straccione delle pizze fritte e dei babà consumati in piedi in ogni angolo del centro storico per una rinascita turistica che non porta sviluppo né occupazione (vogliamo parlare dei b&b che hanno cannibalizzato il mercato residenziale e delle rosticcerie che stanno scalzando librerie e luoghi di cultura?). I secondi, invece, hanno recentemente bocciato il piano comunale che prevedeva il numero chiuso nelle spiagge pubbliche. Una delle pochissime eredità positive del Covid che aveva impedito, negli ultimi quattro anni, scene di delirio e di volgarità come quelle di due giorni fa. Il Tribunale amministrativo però ha dato ragione ai sedicenti “Comitati per il mare libero, gratuito e pulito” che si sono lamentati del meccanismo di prenotazione obbligatoria per l’accesso alla battigia. E questo perché, secondo le toghe, sarebbe stato penalizzante, per i minorenni non accompagnati e per le famiglie a basso reddito, il divieto di poter opzionare solo tre ingressi settimanali. È veramente ingiusto non andare al mare tutti i giorni, o no?

Non sarebbe più saggio poter invece contare anche su un sistema di tracciamento di chi usufruisce di un bene pubblico? Il sindaco Gaetano Manfredi, solitamente così loquace, tace da due giorni. E lo stesso l’assessore al Turismo Teresa Armato e il collega di giunta, Antonio De Iesu (ex vicecapo della polizia, peraltro), che ha la delega alla Legalità. Se parlassero, dovrebbero ammettere che il modello turistico napoletano è un fallimento su tutta la linea. Parla invece il prefetto di Napoli, Michele Di Bari, che ha promesso che «l’afflusso alle spiagge cittadine sarà costantemente monitorato». «La situazione ovviamente può mutare da una settimana all’altra», ha aggiunto, «e l’afflusso maggiore, per svariati motivi, può esserci in un luogo anziché in un altro». Buone intenzioni, senza dubbio, ma i vigili a Napoli son quelli e non possono certo moltiplicarsi per andar dietro i villani di Mappatella Beach.

Fonte Libero

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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