La Costituzione italiana «offre una cornice» ma «non è un moloch intangibile, non è mai stata pietrificata» ma è sempre «vissuta nell’interpretazione che man mano vi hanno dato degli attore della democrazia». Di conseguenza «chi ritiene di essere depositario esclusivo della costituzione ne mette per paradosso in crisi la funzione unificante, perché se la Costituzione deve essere di tutti l’interpretazione non può privilegiare una solo cultura politica e uno solo punto di vista». Queste le parole del presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, intervenendo al convegno «La Costituzione di tutti. Dialogo sul premierato» organizzato nella Sala della Regina di Montecitorio.
Non è cambiato, negli ultimi mesi, il clima d’opinione nei confronti delle riforme proposte dalla maggioranza di governo che mirano a modificare la Costituzione, inserendo l’elezione diretta del presidente del Consiglio e l’autonomia differenziata delle Regioni a statuto ordinario.
L’elezione diretta del presidente del Consiglio divide i cittadini: sì dal 55% degli italiani, no dal 43%. La riforma delle regioni non è condivisa al Sud.
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