Si è conclusa la penultima udienza del processo a carico di Mauro Bertini, dei fratelli Raffaele e Aniello Cesaro, di Angelo Simeoli, Armando Santelia e Dino Pellecchia. I giudici hanno deciso di ascoltare anche il pentito Giuseppe Simioli, alias o’ Petruocelo, in quanto questi era stato citato da un ex commercialista dei Cesaro, testimone in un processo di qualche anno fa, mentre il Pm Maria Di Mauro ha chiesto di ascoltare anche il Giuseppe Ruggiero, alias “Cepp ‘e fung”, reggente del clan Polverino, pentitosi di recente.
Ecco le dichiarazioni di Giuseppe Simioli su Angelo Simeoli, detto Bastone:
“Conosco Angelo Simeoli, è un costruttore, siamo lontani parenti e ho avuto rapporti con lui. Simeoli faceva affari con Giuseppe e Antonio Polverino. Sono andato molte volte a fare imbasciate a Simeoli e a Salvatore Polverino per questioni di soldi e costruzioni, soprattutto sui pagamenti di soldi da parte di Simeoli a Polverino. Giuseppe Polverino mi mandava spesso da “Bastone” al quale riferivo che “Peppe gli chiedeva di dargli soldi per questo o quel palazzo”. Polverino aveva una serie di imprenditori in società con lui: Simeoli Angelo e Simeli Antonio e un certo Di Maro che ha realizzato il Parco del sole. A gestire gli affari era anche Salvatore Polverino, cugino di Giuseppe. Sono 30 anni che ho visto Simeoli in rapporti con Polverino, ho visto Simeoli a Villa Borghese. E ho incontrato varie volte Polverino Giuseppe e Simeoli Angelo nella campagne dei Camaldoli per parlare di affari”.
Ecco le dichiarazioni di Giuseppe Simioli sui fratelli Cesaro:
I fratelli Cesaro so che stavano a società con i Polverino per il Pip, siamo negli anni 2008 e nel 2009. Me ne ha parlato proprio Polverino Giuseppe. Una quota degli utili degli affari andava nella cassa comune del clan, li prendevamo dai guadagni che facevano le società in accordi con Polverino. L’Accordo PIP prevedeva che i Cesarò dovevano darci 1 milione di euro. Io andai personalmente a ritirare 300 mila da Mimi Ferrara e “Francuccio o napoletano” dai Mallardo, perché i Cesarò erano amici dei Mallardo. Cerullo Sabatino ha incontrato prima i Mallardo, dissero se si poteva fare il favore a Cesarò di rimandare un pagamento. Polverino disse che dovevano rispettare i patti e io andai a parlare con i Mallardo, ma non era un’estorsione: era un patto con Polverino”.
Io ero solito frequentare Polverino, per settimane intere, e lui più volte mi ha detto che era in società con i Cesaro. Con il cugino Salvatore parlavano del PIP. Io avevo un’attività e Nel 2009 avevo pensato di prendere un capannone con Salvatore Catone (Pollo sud) e Polverino Salvatore, Toratto, lo disse ai Cesaro. C’erano vari capannoni di varie metrature, inizialmente pensai di aprire, poi pensai che i carabinieri avrebbero facilmente individuato i prestanome”.
Mai avuto a che fare con Bertini o Santelia. Solo Bertini di vista. Simeoli Angelo parlava di espandere progetto Pip e stava cercando di trattare terreni adiacenti al Pip. Angelo Simeoli è venuto tante volte da Polverino, io non so se Polverino è andato da loro. Non è vero che Polverino ha estorto soldi a Cesaro. Polverino aveva i soldi ed era persona educata e mai ha estorto. Conosco Giovanni di Calvizzano. Veniva da Polverino e portava imbasciate dei Cesarano, quello delle pompe funebri e non solo. Era un tramite, aveva un’impresa da elettricista”.
Polverino non minacciava le persone. Non aveva bisogno di minacciare, di estorsioni vere se ne interessava Sabatino Cerullo. Poi ci stavano gli imprenditori collusi. Quindi non si facevano estorsioni ai collusi ma esistevano rapporti commerciali. I collusi erano Angelo Simeoli detto “Bastone” e Ciaulone (Antonio Simeoli, ndr.), Di Maro. Per fare il Parco del Sole e per fare i capannoni c’è stata società tra Polverino e i Cesaro e Simeoli (Angelo, ndr.).
I soldi li metteva in parte da Polverino e in parte dagli imprenditori. Marano, Quarto e Calvizzano. Era tutta la stessa cosa. Ruggiero Giuseppe era apicale, ma veniva dopo di me, anche da latitante. Ho fatto omicidi e droga.
Avv. Maiello, difensore Cesaro: Polverino diede soldi a Cesaro?
Simioli: Non so se polverino diede soldi ai Cesaro. Ha fatto affari con Polverino per stare tranquilli a Marano, una quota la dava a Polverino, sennò non facevano investimenti. Avevano protezione. Il Pip si era bloccato prima del 2011.
Avv. Maiello, difensore Cesaro: E Perrone?
Simioli: Non so se Perrone era al corrente di alcune degli affari, era stato un po’ parcheggiato dal clan perchè in un periodo si era comportato un po’ male.
Anche Polverino metteva soldi nella cassa del clan?
Simioli: Soldi dei guadagni, ma non so se li mettevano solo imprenditori o solo Polverino. Per ogni lavoro si stabilivano quote. Mai avuto domande sul Pip dai pm da quando sono pentito, questa è la prima volta. Polverino mi ha detto che ha dato un milione di euro a Bastone. Ci sono state riunioni con Polverino ma ad un certo punto, per non disturbare, noi affiliati ci allontanavamo.
Su Bertini:
Simioli: Dopo il Sindaco Credentino, ci fu una rivoluzione a Marano e vinse Bertini. I primi anni non scendeva a patti con nessuno. Poi si iniziò a vedere che aveva ottimi rapporti con Angelo Simeoli, si diceva che Simeoli avesse trovato la chiave per arrivare a Bertini.
Sul Galeota:
Il Pm Di Mauro chiede se tutti gli imprenditori e Polverino Salvatore avevano canali all’ufficio tecnico. Ogni imprenditore aveva i suoi canali. Alla fine del suo mandato Bertini ha avuto rapporti con Antonio e Angelo Simeoli, soprattutto a fine mandato.
I giudici del Tribunale hanno sciolto la riserva e hanno accettato di ascoltare anche il pentito Giuseppe Ruggiero alias “Cepp ‘e fung”, reggente del clan Polverino, pentitosi di recente.
























