AMMINISTRATIVE MARANO. NON E’ UNA CAMPAGNA ELETTORALE, MA UN MORTORIO

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Non è una campagna elettorale, ma un autentico mortorio. Otto candidati sindaco, quasi tutti inesperti del territorio e delle pratiche amministrative, ma sinceramente ci si aspettava di più: non solo le arcinote polemiche sui manifesti (abusivi) o rimossi impunemente, ma qualcosa di più sui contenuti. Eppure tanto ci sarebbe da dire, ma si vede che i candidati preferiscono non alzare il tono dello scontro. O forse non hanno il coraggio di dire certe cose.

Di cose se ne potrebbero dire tante: l’ingerenza dei “russi”, che stanno facendo affari in città già da tempo; la presenza di imprenditori che hanno come unico obiettivo poter risolvere qualche affaruccio personale; la presenza dei cosiddetti “impresentabili” nelle liste o a supporto di esse; l’eredità amministrativa di Tizio e Caio. Chi si candida, da sindaco, solo per diventare consigliere. E ancora: la sinistra che ho governato (male) per 25 anni; il centrodestra che, come al solito, fa di tutto per perdere e che gioca indirettamente o direttamente per la sinistra; Conte e Schlein che snobbano Marano, la città con il più alto numero di scioglimenti per mafia in Italia. E si potrebbe parlare della vergogna del Giudice di Pace, di chi ci ha marciato e di chi vuole marciarci; e dei beni confiscati mai utilizzati, persino da qualche associazione locale molto vicina alla politica. E si potrebbe dire tantissimo anche sui fondi europei e sulle famigerate filiere istituzionali. La parola camorra mai utilizzata da nessuno: a Marano va tutto bene, tutto è normale, nessuno ne deve parlare e chi ne parla è visto come un reprobo.

© Copyright Fernando Bocchetti, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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