Marano, crisi 5 Stelle e dinamiche locali. Azione: “Sì ad allargare il fronte delle alleanze, ma evitando pastrocchi e carrozzoni”

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Gentile Direttore, ringraziando in anticipo per la disponibilità che ci offre attraverso la sua testata, reputiamo sia doverosa una riflessione sull’attuale politica italiana e su quella locale.
Si può affermare che lo scontro interno al movimento Cinquestelle, depurato da tutte le ipocrisie dei propri principali attori attraverso la scissione avvenuta ieri da parte del Ministro deli Esteri Di Maio, è “il sintomo” sempre più evidente della loro dissoluzione.
Adesso, col fine di liberare il campo da irresponsabilità ed opportunismi, spetterà al Presidente del Consiglio Mario Draghi, come sempre, elevare il dibattito politico italiano portando il Parlamento a pronunciare, in modo netto, che l’Italia è un Paese integrante ed essenziale di questa Europa che è stata trascinata in una guerra chiaramente dalla Russia di Putin con l’aggressione all’Ucraina.
Tale passaggio dissolverà, sicuramente, quell’ammasso di ambiguità creato da gran parte dei dirigenti dei maggiori partiti politici italiani che hanno accettato l’attuale stato di guerra non corrispondendo, poi, con atti e impegni adeguati.
È evidente a tutti che per il punto in cui siamo arrivati si necessita di un impegno politico maggiore, ma soprattutto un salto di qualità che spinga le attuali forze in campo alla ricerca di soluzioni innovative ad una crisi che è innanzitutto politica, poi istituzionale e finanche divenuta di sistema.
Purtroppo, che sia a livello nazionale o più semplicemente a livello locale, sono anni che si cerca solo di aggirare le innumerevoli difficoltà che attanagliano tutti noi, vivendo sostanzialmente alla giornata e dando risposte inadeguate a quelle che sono le complessità delle situazioni presenti.
Gli ultimi tempi sono stati all’insegna di improvvisate alchimie politiche ed espedienti elettorali che hanno solo ingrossato l’astensionismo e la sfiducia nei cittadini, generando inoltre forme di populismo sia di destra che di sinistra.
Uno scenario, quello anzidetto, che abbiamo vissuto purtroppo anche nella nostra Marano.
Una città, tra l’altro, che è pervasa da anni da quel malaffare che l’ha messa sempre più in
ginocchio rendendola pari ad un ammalato intorpidito ed agonizzante.
Cosa fare contro questo stallo ??
Ebbene, si può e si deve rispondere solo con proposte che siano all’altezza della sfide oramai palesate.
Servono azioni riformiste, radicali, ambiziose, coraggiose e capaci di sfondare soprattutto nei territori ( vds quello maranese) il tetto della diffidenza. Abbiamo sentito molti, negli ultimi tempi, parlare di nuovi percorsi da condividere assieme.
Rappresentanti istituzionali che vogliono dire la propria nel territorio, che vogliono incidere nelle scelte, ma fino ad oggi nonostante i propri ruoli non hanno ne creato le condizioni per un rapido mutamento ne hanno apportato quel quid in più che potesse stravolgere lo status quo.

Qualcun altro, invece, è venuto a discutere di formule per un nuovo Centro, mentre altri ancora si sono proiettati a costruire una personale candidatura alle prossime amministrative, senza dimenticare coloro che vogliono, invece, rispolverare un Ulivo 2.0 ma assieme a tutti quei soggetti che, in città, hanno già effettuato i propri giri di valzer.
Ebbene, così come il Leader di Azione Carlo Calenda a livello nazionale ha tracciato la rotta per un cambio di qualità nella politica nazionale, noi pensiamo che sia fondamentale impegnarsi e lavorare sodo per dare un cambio di passo nella politica maranese, riaccendendo nei concittadini quella fiamma di speranza che soluzioni pragmatiche, alle non facili problematiche maranesi, possono essere trovate e concretizzate.
I punti di un’agenda riformista sono già in embrione e la linea da condividere con quelle anime e forze politiche vicine alla nostra cultura identitaria dovrà basarsi su:
“utilizzo dei fondi PNRR, bilancio comunale, macchina amministrativa, personale, lotta alle
illegalità, sicurezza, rilancio economico locale, esternalizzazione dei servizi, agenda digitale,
efficientamento energetico, trasporti, revisione urbana e del centro storico, periferie non più isolate ma parte integranti della città e luoghi di investimento, verde pubblico, scuole e cultura, spazi nuovi di aggregazione per giovani (speranza) ed anziani (memoria) di Marano, ma ancora valorizzazione degli immobili comunali, maggiore collaborazione col mondo dell’associazionismo per una costante vicinanza alla cittadinanza sofferente, impianti sportivi e via via così proseguendo”.

Insomma, si può e si deve partire da qui per allargare il campo delle alleanze, ma senza
sollazzarci con formule astruse e destinate sicuramente all’inconcludenza. Lo dobbiamo ai maranesi, ai nostri cari, ma soprattutto ai giovani che non devono più sentirsi
abbandonati, ma viceversa essere parte attiva del territorio e protagonisti del proprio futuro. Marano è più forte di chi la vuole debole.

Gruppo Marano di Napoli in Azione

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TERRANOSTRA | NEWS
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