Marano, approvato il regolamento per i beni confiscati. Qualche dimenticanza e qualche caso inquietante

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I commissari alla guida del Comune di Marano hanno approvato il regolamento per la destinazione e l’utilizzo dei beni confiscati. Il Comune ne ha a disposizione oltre 100 e molti non sono mai stati utilizzati per i fini sociali previsti dalla legge, né abbattuti né tanto meno alienati, così come la normativa vigente consentirebbe di fare.

Nel nuovo regolamento, redatto dal responsabile del settore tecnico Martino, i beni vengono suddivisi per tre destinazioni: uso istituzionale, abitativo e per fini sociali. L’ente, in sostanza, può impiegare i beni – previo il via libera della giunta e del consiglio comunale – per farne uffici comunali; può assegnarli ai cittadini che siano in comprovate emergenze abitative e a seguito di regolare procedura ad evidenza pubblica o ad associazioni e cooperative del terzo settore che non abbiano finalità lucrative. I concessionari dei beni sono tenuti a garantire la manutenzione ordinaria delle strutture (anche la straordinaria in relazione ai beni per uso abitativo) e sono responsabili dell’eventuale deterioramento dei locali. Hanno l’obbligo di affiggere, all’esterno dei beni, un cartello che indichi la proprietà del Comune di Marano e che si tratta di un bene sottratto alle mafie. Nel regolamento (ed è una falla grave degli uffici o dei commissari) non è specificato che i concessionari devono provvedere anche alle utenze, ovvero acqua e luce e pagare (eventualmente) la tassa sui rifiuti. La durata della concessione del bene è di 10 anni.

Queste le principali novità o conferme. Per il resto, sul fronte delle confische, c’è da evidenziare, per l’ennesima volta che, al netto dei proclami di questi giorni, tanti casi eclatanti non sono stati ancora risolti. In via Marano-Quarto, la villa affidata all’associazione Aggregarci non è utilizzata per alcuna finalità sociale da circa 10 anni e vi sarebbero pertanto tutte le motivazioni per rimetterla a bando. In via Marano-Pianura, parco del Sole, uno degli immobili affidati di recente a un’associazione è stato per l’ennesima volta (avvenne anche tre-quattro anni fa) occupato dall’ex proprietario. Anche per questo caso si dorme. Ma scommettiamo che né Maiello, referente dei beni confiscati sul territorio, né il prefetto Basilicata né altri della triade ne siano al corrente.

© Copyright Fernando Bocchetti, Riproduzione Riservata. Scritto per: TERRANOSTRA | NEWS
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