Fallita l’operazione sfiducia al sindaco facente funzioni Luciano Mottola. L’uomo che ha sostituito il defunto sindaco Amente alla guida del municipio sarebbe dovuto cadere venerdì scorso, quando un nutrito gruppo di consiglieri di maggioranza e opposizione si erano radunati (presso lo studio del consigliere Agostino Pentoriero) e dato la disponibilità ad incontrarsi – di lì a poco – nello studio del notaio giuglianese Cogliandro, con sede a Pozzuoli.
A Melito, come in altre realtà italiane, si voterà (per effetto dello slittamento concesso dal governo) in autunno. L’allungamento dei tempi avrebbe spinto il Partito democratico, gli storici dissidenti della maggioranza e il gruppo di Fdi, facente “capo” a Cosimo Amente, figlio del defunto Antonio, a tentare di mettere fuori gioco Mottola e la sua giunta.
L’operazione, che secondo insistenti rumors sarebbe stata diretta o quanto meno supportata proprio da Amente junior (ufficialmente a sostegno dell’attuale maggioranza), si è arenata perché uno dei consiglieri contattati, il tredicesimo, ovvero quello decisivo, ha deciso in extremis di sfilarsi.
Mottola, se la “giocata” fosse andata in porto, sarebbe stato mandato a casa dall’opposizione ma anche da alcuni membri della sua stessa maggioranza e di quel partito, Fratelli d’Italia, al quale il defunto Antonio Amente si era avvicinato un anno fa. Mottola, oggi alla guida del municipio e con chiare intenzioni di candidatura alla carica di primo cittadino, è stato fino alla fine un fedelissimo di Amente.























