Marano, favorirono la latitanza del boss Orlando: in appello 3 anni a Mazzolino, assolto Maiello

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La sentenza è di poco fa. La seconda sezione della Corte d’Appello di Napoli si è pronunciata sugli imputati accusati di aver favorito la latitanza del super boss Antonio Orlando (nella foto in alto), a capo dell’omonimo clan, da tempo in regime di 41 bis. I giudici hanno confermato la condanna per Orlando (3 anni), difeso dall’avvocato Rosario Pezzella e dell’avvocato Dario Vannetiello. Due anni e sei mesi (condanna confermata) anche per Vincenzo Lauro, anch’egli difeso da Pezzella. Conferma anche per Raffaele Scognamiglio (8 anni).

Rideterminata la pena per Michele Di Maro (4 anni e 1000 euro di multa). Assolto per intervenuta prescrizione Carloantonio Maiello, in precedenza condannato a 2 anni e sei mesi. Gli imputati erano accusati, a vario titolo, di favoreggiamento, estorsione, tentata estorsione e falso materiale. Orlando fu catturato dai carabinieri di Castello di Cisterna nel novembre di tre anni fa nel comune di Mugnano. Lì fu localizzato, dopo una lunga latitanza, dai carabinieri di Castello di Cisterna coordinati dal pm della Dda Maria di Mauro. Sul capo di “Mazzolino” pendono altre due condanne non definitive: una a 14 anni e 6 mesi e l’altra a sei anni.

© Copyright Fernando Bocchetti, Riproduzione Riservata. Scritto per: TERRANOSTRA | NEWS
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