Consultazioni, il brodo si allunga ancora e di altre due ore, fino alle 15 per tentare di raggiungere un accordo. Lo stallo è palese su diversi argomenti. Il vicesegretario del Pd Andrea Orlando ha proposto un “lodo” sulla prescrizione su cui c’è stata una apertura da parte di M5s, mentre da parte di Iv non è stata sciolta la riserva. Orlando ha chiesto che la maggioranza si impegni a portare avanti il ddl sulla riforma del processo penale, che accorcia i tempi dei processi, e che se entro sei mesi non viene approvato allora si metterebbe mano alla prescrizione. Proposta che Italia viva “non condivide: non c’è nessun accordo sulla prescrizione e sul processo penale”, affermano fonti di Iv.
Matteo Renzi, intanto, spinge per arrivare al nuovo esecutivo entro la settimana e chiede subito un programma e un documento di sintesi. Propone anche la bicamerale per le riforme guidata dall’opposizione, insiste sul Mes e dice no allo spacchettamento dei ministeri che considererebbe ‘un errore triste’. E Ivan Scalfarotto, parlamentare Iv, questa mattina ad Agorà Rai Tre ha commentato: “Non sono così sicuro che sia certo un Conte ter, stiamo ancora discutendo”. I Cinquestelle, pur sottolineando lo spirito costruttivo di tutti nonostante le “sensibilità diverse”, tuttavia dicono no alle proposte di Iv e rilanciano su reddito di cittadinanza, salario minimo, equo compenso e una riforma elettorale che reintroduca le preferenze. Fico questa mattina ha riaperto il tavolo di confronto nella Sala della Lupa e cerca la quadra per poter tornare già in serata al Quirinale con un’indicazione chiara. In extremis chiederà altre ore di tempo al capo dello Stato ma l’obiettivo rimane chiudere (sempre che le posizioni siano conciliabili) in fretta. Mattarella chiede continuità d’azione per i ministeri cui fanno capo crisi sanitaria e Recovery. E intanto, ricordando Antonio Segni nato 130 anni fa, cita uno dei messaggi alle Camere in cui il suo predecessore spiegava come fosse opportuno introdurre in Costituzione la non rieleggibilità del presidente della Repubblica. Una modifica che avrebbe potuto ‘eliminare qualunque, sia pure ingiusto, sospetto che qualche atto del capo dello Stato sia compiuto al fine di favorirne la rielezione'”. Meglio, quindi, non essere rieletti ma avere il potere di sciogliere le Camere piuttosto che il semestre bianco che può creare uno squilibrio di poteri in un momento politico grave.























