La magia del calcio

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Perché il calcio è lo sport più bello del mondo? Perché è l’unico sport dove anche il Como può battere la
Juve, diceva qualcuno. E in cui ci si può anche scommettere, come su 888sport. E’ una concetto semplice
quello alla base delle popolarità del calcio: la forza delle emozioni. E non stiamo parlando solo di quelle che
legano migliaia di cuori al destino di 11 uomini sul campo di gara, tra l’esaltazione del gol segnato e l’onta
della difesa perforata. Ma anche di quelle dovute a storie di riscatto e successo, come l’incredibile favola –
ormai consacrata nella leggenda – del Leicester guidato dall’allenatore Claudio Ranieri, capace di salire
nell’Olimpo della Premier League. O ancora il sogno realizzato del centrocampista croato Luka Modric –
classe ’85, in forze al Real Madrid – in grado di strappare dopo dieci anni l’ambito premio del Pallone d’Oro
allo strapotere incontrastato del duo Cristiano Ronaldo-Lionel Messi. O quella di Juan Sebastian Veron,
tornato a giocare nell’Estudiantes dopo dieci anni in giro per il mondo e capace di guidare gli argentini alla
vittoria della Copa Libertadores: l’ultimo a farlo con la maglia biancorossa fu il padre di Juan Sebastian, Juan
Ramon.
Corsi e ricorsi storici.
Non tutte le storie del pallone, però, hanno un bel finale: chiedere, per informazioni, a Roberto Baggio, uno
dei dieci giocatori più forti della storia del calcio italiano, che però ebbe la sfortuna di sbagliare il rigore
decisivo nella finale Mondiale di Pasadena, USA ’94, consegnando la Coppa del Mondo al Brasile; oppure a
Ronaldo Luiz Nazario de Lima, tra i cinque calciatori migliori di sempre ma mai capace di alzare al cielo una
Champions League e perennemente martoriato dagli infortuni ai crociati; o ancora a Johan Cruijff,
rivoluzionario del calcio che perse una finale mondiale con la Nazionale Olandese più bella di sempre.
Sta tutto nel calcio di un bambino
Il calcio diventa lo sport più bello del mondo ogni volta che un bambino indossa la maglia del proprio idolo
e calcia la prima cosa che gli viene davanti, sia esso un sasso, un pallone o una bottiglia; ogni volta che un
tifoso grida ‘Gol!’ ed abbraccia uno sconosciuto per esultare al gol della propria squadra al 90’. La magia del
calcio ritorna, si ripete ciclicamente, quando i campetti di periferia si riempiono di ragazzi pronti ad emulare
le giocate e le esultanze dei propri idoli, dalla maschera di Dybala alle mani sulle orecchie di Icardi, dalle
pistole di Piatek fino al salto di Cristiano Ronaldo. Ma anche quando le strade della città si riempiono di
strade e bandiere per rendere omaggio ai campioni di un giorno, a coloro che hanno portato i propri colori
in alto per una notte: anche lì sta la magia del calcio. E dalle emozioni di Don Salvatore, il pianista di Soriano
che impazzisce per il gol di Maradona contro l’Inghilterra, ai racconti di Federico Buffa sullo Zaire in
Germania o su Schillaci nelle storiche Notti Magiche di Italia ‘90, tutto sta in una citazione di Borges: «Ogni
volta che un bambino prende a calci qualcosa per la strada, lì ricomincia la storia del calcio»

© Copyright Redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TERRANOSTRA | NEWS
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