Non è stata una corsa alla migliore offerta, ma alla tangente migliore. Non è stata una competizione tra ribassi e progetti validi, ma tra accordi sotto banco e soldi a titolo di tangente. È la ricostruzione offerta ieri mattina dal pm Henry John Woodcock, titolare delle indagini sull’appalto al Santobono, parliamo della gara per aggiudicare il servizio delle pulizie nell’ospedale pediatrico collinare. Sotto inchiesta, ci sono esponenti della Kuadra, a loro volta ritenuti legati al clan Lo Russo di Secondigliano, ma al centro dello scenario giudiziario finisce anche lo scontro che si è consumato tre anni fa tra quelli della Kuadra e gli esponenti di un altro colosso imprenditoriale, la Manutecoop (finiti al centro di un’altra indagine in cui la Kuadra risulta parte offesa). Aula 112, gup De Gennaro, spiega il pm anticamorra: «È stata una gara giocata con i mezzi della corruzione, che ha visto prevalere quelli della Manutencoop».
Ma torniamo all’appalto al Santobono: hanno chiesto il rito abbreviato Giuseppe e Vincenzo Lo Russo, Francesco Orsù, Giulio De Angioletti, Mario Lo Russo, Rosario Baselice. A scegliere il rito abbreviato, per fatti che nulla hanno a che vedere con la camorra, anche la docente universitaria Maria Triassi, che dovrà difendersi dall’accusa di aver «sollecitato l’assunzione presso la Kuadra» di una persona di sua fiducia. Versione respinta in modo categorico da tutti i soggetti interessati. Il nove giugno la prossima udienza per chi ha scelto il rito ordinario, si va invece al prossimo 12 giugno per definire gli abbreviati. Difesi, tra gli altri, dai penalisti Gennaro De Falco, Alfonso Furgiuele, Pasquale Coppola, Achille Rinforzi, Domenico Dello Iacono, tutti imputati.



























