Al Segrè è ancora tempo di polemiche. La preside: “Ci siamo basati esclusivamente sulla documentazione fornita dai carabinieri”. Ma le perplessità restano

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Genitori sul piede di guerra dopo la notifica dei provvedimenti disciplinari post occupazione. Ieri un gruppo di mamme e papà si era recato presso la locale tenenza per ottenere chiarimenti circa le modalità di identificazione degli occupanti del Segrè. Qualcun altro è stato invece ricevuto dalla preside Cetroni, che oggi è tornata sulla vicenda precisando alcuni passaggi.

“I provvedimenti sono chiari e sono stati comunicati alle famiglie – dice la dirigente scolastica del Segrè – Quanto ai criteri di valutazione, ci siamo mossi esclusivamente sulla scorta di quanto ricevuto dai carabinieri di Marano, ovvero la lista con i nominativi dei partecipanti all’occupazione. I genitori possono prendere visione dei dati riguardanti i loro figli, ma non possono, per ovvie ragioni di privacy, consultare quelli relativi agli altri studenti coinvolti. Tengo a precisare – aggiunge – che abbiamo preso in considerazione soltanto gli elenchi diramati dai carabinieri e non quello, a tutti gli effetti non ufficiale, firmato dagli studenti. In Consiglio d’istituto è stato inoltre ribadito che la scuola non speculerà in alcun modo sulle famiglie: non graveremo su di esse e, come già sottolineato nei giorni scorsi, ci siamo e ci stiamo attrezzando con risorse interne per fare fronte ai danni derivanti dalle vandalizzazioni”.

Sulla possibilità di rivedere i provvedimenti disciplinari, la preside Cetroni aggiunge: “Dipende – conclude – Potremo valutare la cosa solo se dovessimo ricevere informazioni o comunicazioni dai carabinieri diverse da quelle finora fornite”.

Gli studenti intanto potrebbero dare vita a nuova iniziative: non occupazioni ma raccolte firma e altre forme di protesta per ribadire, come fecero qualche giorno fa, che “non sono vandali, che il Segrè è unito e che i provvedimenti, se proprio se ne riscontravano gli estremi, dovevano essere distribuiti su tutta la platea scolastica”.

Nello specifico, i provvedimenti adottati per circa cento studenti sono: sei in condotta, niente viaggi, decurtazione delle assenze (10 giorni) dal monte annuale. Quanto al rimborso del danno, lo ribadiamo, la preside conferma che non ci saranno ripercussioni sulle famiglie.

Qualche perplessità rimane, tuttavia. Il consiglio dei docenti, infatti, si è basato su un documento che potrebbe essere parziale o che non contemplerebbe i nominativi di tutti coloro che hanno preso parte all’occupazione. Sulla legittimità del provvedimento emanato dall’istituto sono in tanti a dubitare.

 

© Copyright Fernando Bocchetti, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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