Lo scrivevamo da anni e i fatti ci hanno dato ragione, ancora una volta: ci fu patto, tra imprenditori, camorristi e politici, alla base della realizzazione dell’area industriale di via Migliaccio. Un patto oscuro che portò all’esclusione (mai chiarita) di una delle aziende che avevano risposto al bando emanato dal Comune e all’ottenimento di cinque milioni di euro da parte della Regione. Fondi sulle cui modalità di spesa ci sono non poche ombre. Qualche giorno fa la Procura di Napoli, che da anni indaga sulle vicende dell’area Pip, ha concesso altri 60 giorni per l’esecuzione dei lavori nella zona ancora formalmente sotto sequestro. Quella del Pip è una storia emblematica di come, soprattutto tra la fine degli anni Novanta e l’inizio dei Duemila, si sia agito nel comune di Marano. L’intero iter (è opportuno ricordarlo) fu avviato dalla giunta Bertini negli anni Novanta. La titolare dell’inchiesta è il pm Di Mauro, la stessa che qualche giorno fa ha firmato l’ordinanza di arresto per capi e affiliati al clan Orlando.
© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNewsAffari e camorra a Marano: l’area Pip, storia di un’opera che da sempre puzza di marcio..
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