Altro che campo largo. In Campania ci si è superati: quello che si prepara per le prossime regionali è il campo ultra largo, un’insalata mista dove dentro c’è di tutto. Renzi, Fico, Calenda, De Luca, AVS, Borrelli. Amici e nemici, ex alleati, ex rivali, ex tutto. Una frittata ideologica servita fredda per opportunismo. Chi se le è suonate per anni ora si tiene per mano. E canta in coro. Stonando.
Il modello? Marano, ovviamente. Città laboratorio dove il sindaco Morra è sostenuto da un arco costituzionale talmente ampio che mancano solo i Pokémon. Fratelli d’Italia, Movimento 5 Stelle, Potere al popolo (che tace e acconsente, come i contiani): tutti, chi apertamente, chi col silenzio, benedicono. E nessuno, proprio nessuno, ha fiatato su vicende che gridano vendetta: la scuola di San Rocco, il bene confiscato assegnato provvisoriamente alla moglie di un consigliere (poi rientrato per miracolo dopo la denuncia di Terranostranews), i cittadini senz’acqua cronici.
Tutti zitti. Tutti insieme. Uniti dal nulla.
E così, il modello Marano sbarca a Napoli, e da lì alla Regione il passo è breve. Un’alleanza liquida che tutto ingloba, che tutto tace, che tutto sopporta. E che, soprattutto, non disturba il manovratore. Un capolavoro d’equilibrismo politico che non ha eguali: né ideologia, né coerenza. Solo convenienza.
Altro che laboratorio politico: qui siamo al Frankenstein istituzionale. Eppure, resiste. Anzi, si espande. Perché nel campo ultra largo c’è posto per tutti. Tranne che per la dignità politica.
© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
























