Piano Casa e Rigenerazione Urbana: strumenti di speculazione edilizia da Napoli nord a Milano

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Da Napoli nord a Milano, i cosiddetti strumenti di rigenerazione urbana — Piani di Rigenerazione Urbana (PRU), Piano Casa e varianti urbanistiche straordinarie — si stanno rivelando sempre più il cavallo di Troia della speculazione edilizia. Nati per promuovere il recupero del patrimonio esistente e la riqualificazione di aree degradate, questi dispositivi vengono oggi sfruttati per concentrare operazioni ad altissimo rendimento, con nuove cubature, cambi di destinazione d’uso e vere e proprie verticalizzazioni, spesso totalmente scollegate dai bisogni reali delle comunità.

Tra premi volumetrici del 35% per demolizione e ricostruzione, aumenti del 20% in deroga per edifici uni- o bifamiliari e incrementi fino al 50% per interventi in zone “degradate”, il risultato è sotto gli occhi di tutti: interi comparti trasformati radicalmente, dove prima c’erano piccoli capannoni ora sorgono edifici di sei, sette o anche dieci piani. Succede nel comune di Mugnano, nell’hinterland nord di Napoli, ma anche a Giugliano, dove interi quartieri agricoli o semi-rurali sono stati riconvertiti rapidamente in residenziale attraverso piani integrati in deroga, e a Quarto, dove la pressione immobiliare ha favorito l’espansione incontrollata di comparti residenziali in aree fino a pochi anni fa marginali o prive di urbanizzazione primaria.

Lì dove si prometteva sostenibilità urbana, si consuma invece un’aggressione pianificata ai territori, spesso sotto l’occhio complice — o distratto — delle amministrazioni locali. La logica è sempre la stessa: al posto della pianificazione pubblica, prevale la trattativa privata; al posto dell’interesse collettivo, la rendita fondiaria.

E non è un fenomeno esclusivamente meridionale. Un esempio emblematico arriva da Milano, dove la Procura ha recentemente aperto un’inchiesta clamorosa sul “sistema urbanistico” della città: 74 indagati, tra cui il sindaco Giuseppe Sala (per falso ideologico) e l’assessore alla Rigenerazione urbana Giancarlo Tancredi, per cui è stata richiesta la custodia cautelare ai domiciliari. Le indagini hanno svelato un presunto meccanismo di favoritismi, incarichi pilotati e procedimenti urbanistici piegati agli interessi di grandi gruppi immobiliari, tra cui Coima, Bluestone, Lendlease, Hines e Unipol. Al centro dell’inchiesta operazioni simbolo della “nuova Milano”, come le torri di Crescenzago, il progetto del Pirellino e i masterplan sugli ex scali ferroviari. Secondo gli inquirenti, gli strumenti urbanistici sarebbero stati manipolati con consulenze, pareri tecnici e modifiche su misura, in cambio di parcelle, appalti e incarichi, per costruire di più, più in alto e più in fretta.

In Campania, con l’ultima proroga del Piano Casa regionale, si consente di ampliare edifici residenziali fino al 20%, purché non superino i 1.500 metri cubi e i tre piani. Per le aree degradate, il premio volumetrico arriva al 50%, anche in variante agli strumenti urbanistici vigenti. Per la demolizione e ricostruzione in zone non a rischio, è previsto un bonus del 35%. Sulla carta, misure per favorire il recupero urbano. In pratica, autorizzazioni in deroga che stanno mutando radicalmente la geografia edilizia, senza una vera pianificazione territoriale, senza infrastrutture e spesso senza servizi.

Questa “rigenerazione” finisce così per essere solo edilizia, non urbana. Le volumetrie aggiuntive vengono utilizzate per alzare palazzi, cambiare destinazioni d’uso, trasformare magazzini in residenze di lusso, alimentando un processo di gentrificazione che espelle le fasce popolari e riduce lo spazio pubblico. In molti contesti, soprattutto nel Sud, il rischio è ancora più alto: gruppi legati alla criminalità organizzata, colletti bianchi, imprenditori contigui alle mafie sfruttano questi strumenti per riciclare, reinvestire, legittimarsi. Le operazioni sono formalmente in regola, ma la loro finalità reale resta la rendita, non il benessere collettivo.

Nel silenzio di gran parte della stampa nazionale e con una pressoché totale assenza di dibattito istituzionale serio, ogni settimana viene approvata una variante, una deroga, un piano integrato, spesso a beneficio di pochi. Gli strumenti normativi che dovevano riqualificare le città si stanno trasformando, da Roma in giù ma anche molto più a nord, nel motore stesso di una nuova, silenziosa e devastante speculazione.

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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