Con una delibera di giunta comunale, per molti in spregio al codice dei contratti, senza alcuna procedura ad evidenza pubblica, Manfredi e company hanno affidato in via diretta, per 30 anni, al Circolo Tennis la struttura comunale di via Dohrn (campi da tennis). Il canone mensile da corrispondere è di 20.600,00 euro. Non è stato determinato il valore della concessione, non è stata effettuata una stima dei costi e dei ricavi, insomma è così facile affidare una struttura comunale a terzi? Non è previsto nessun adeguamento negli anni, insomma quello che si chiedono in tanti e se sia tutto regolare. Intanto pare ci sia tra il Comune di Napoli e il Circolo Tennis Club un contenzioso in atto per delle morosità proprio di questi ultimi. Insomma in pieno agosto fa scalpore la decisione del sindaco dem di Napoli che ha suscita le perplessità delle opposizioni.
Il primo ad esprimersi sul tema è Catello Maresca, consigliere comunale d’opposizione e pm antimafia: “Oggi ho espresso in Commissione Bilancio comunale serie riserve sulla delibera con cui l’amministrazione Manfredi ha dato in concessione per 30 anni ad un canone irrisorio (20mila euro al mese) l’immobile di pregio sul lungomare al Circolo Tennis. Vero è che lo sport è fondamentale e va riconosciuto merito ai circoli napoletani che lo promuovono, ma non per questo si possono svendere i beni del comune o fare regali agli amici degli amici”.
“Una delibera estiva come ai vecchi tempi della prima repubblica. È la solita politica che predica bene e si lamenta per i mancati introiti e i finanziamenti statali ridotti e razzola male – spiega Maresca-
“Nel nostro caso Manfredi e i suoi razzolano malissimo perché hanno aumentato tutte le tasse possibili (aliquota irpef e tari su tutte) e fanno regali ai circoli che notoriamente non annoverano tra i loro soci persone propriamente disagiate. È davvero una vergogna, oltre che una vicenda dai contorni legali tutti da approfondire. ha detto Maresca.
Sulla scia di Maresca si è inserito anche Gaetano Simeone, presidente della commissione infrastrutture, che ha evidenziato “diverse criticità. Prima di tutto – afferma – c’è un contenzioso in atto e pertanto sarebbe simpatico, ogni tanto però, avere qualche notizia nel merito dall’Avvocatura generale. Secondo punto: qual è tecnicamente il criterio di valutazione (questa perizia) che indica 240mila euro all’anno, il fitto di un area così di pregio? Terzo punto: quali sono queste attività di natura sociale ‘a costo zero’ che l’associazione sportiva metterebbe a disposizione dei napoletani? A me sinceramente non risulta. Non ho mai visto Opere Pie da parte di queste associazioni che gestiscono circoli tennis o piscine comunali. Quarta e ultima considerazione: perché abbiamo trasformato la locazione in concessione?”
Simeone e Maresca osservano poi che “per altre attività sportive pur di rilievo sociale come boxe e basket anche in quartieri difficili l’atteggiamento del Comune è stato molto diverso: perché c’è questa disparità?”. Infine si chiedono se “questa soluzione ‘concessoria’, rispetto al vecchio contratto di locazione, non sia un preludio, con le stesse modalità, alla stipula del nuovo accordo col Napoli per l’utilizzo dello Stadio Maradona”.
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