UCRAINA, TELEFONATA PUTIN-MACRON-SCHOLZ. “PRONTI A RIPRENDERE IL DIALOGO”

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Ore 15:18 – Viminale, a oggi in Italia 124.230 profughi tra cui 40.864 minori R

Sono 124.230 le persone arrivate finora in Italia dall’Ucraina: 64.979 donne, 18.387 uomini e 40.864 minori. Le destinazioni principali sono Milano, Roma, Napoli e Bologna. Lo rende noto il Viminale.

Ore 15:17 – Berlusconi, rivendico Pratica di Mare con orgoglio

«Venti anni fa il vertice di Pratica di Mare. Rivendico con orgoglio di aver dato all’Italia un ruolo da protagonista nella politica estera, in pieno accordo con i nostri alleati dell’Occidente, portando nel 2002 allo stesso tavolo Bush e Putin, gli Usa e la Federazione russa, per firmare il trattato che pose fine a più di cinquant’anni di guerra fredda». Lo scrive su Facebook il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi.

Ore 15:11 – Putin mette in guardia l’Occidente: «Basta armi a Kiev»

«La fornitura di armi a Kiev da parte dell’Occidente rischia di creare auna ulteriore destabilizzazione»: lo afferma il presidente russo Putin. Secondo quanto riferisce il Cremlino, parlando con il presidente francese Macron e il cancelliere tedesco Scholz ha avvertito che continuare ad armare l’Ucraina «è pericoloso», mettendo in guardia dai rischi di «un’ulteriore destabilizzazione, di un ulteriore peggioramento della situazione e di un aggravamento della crisi umanitaria».

Ore 14:26 – Mosca, telefonata tra Putin, Macron e Scholz

Il presidente russo Putin ha avuto un colloquio telefonico con il presidente francese Macron e il cancelliere tedesco Scholz in cui si è detto disposto a negoziare sull’export del grano, incluso quello ucraino, dai porti sul Mar Nero. Putin ha anche rinnovato la disponibilità a riprendere il dialogo con l’Ucraina. «La fornitura di armi all’Ucraina da parte dell’Occidente rischia di creare una ulteriore destabilizzazione», ha aggiunto il leader del Cremlino.

Ore 14:17 – Zelensky: «Non vogliamo un’alternativa a ingresso nell’Ue»

L’opzione della comunità politica europea proposta dal presidente francese Macron per i Paesi che non sono membri dell’Unione europea non è accettabile per l’Ucraina. Così il presidente ucraino Zelensky in un’intervista all’emittente olandese Nieuwsuur. «No, non è è accettabile. Non ne abbiamo bisogno. Abbiamo solo bisogno del sostegno di questi Paesi, non vogliamo un’alternativa». Il 9 maggio Macron ha annunciato un’iniziativa per creare una nuova «comunità politica europea» in modo che i Paesi che non sono membri formali dell’Ue possano entrare a far parte del nuovo spazio in Europa.

Ore 14:12 – Russi pensano a una Norimberga per i militari Azov

Un tribunale in stile Norimberga per processare i militari ucraini evacuati dall’acciaieria Azovstal. È il progetto a cui stanno pensando i russi in alternativa allo scambio di prigionieri e che servirebbe, tra l’altro, a giustificare l’invasione dell’Ucraina ai fini della “denazificazione” ripetutamente invocata da Mosca. «Stiamo progettando di organizzare un tribunale internazionale sul territorio della repubblica» ha affermato Denis Pushilin, leader della Repubblica popolare di Donetsk, riporta il Guardian.

Ore 14:08 – Kiev, arrivata versione più potente obici da 155 mm

L’Ucraina ha ricevuto una nuova e più potente versione degli obici semoventi americani M109 da 155 mm: lo ha annunciato su Facebook il ministro della Difesa, Oleksii Reznikov. Lo riporta l’agenzia Ukrinform. «Sono lieto di annunciare la notizia: la nostra artiglieria da 155 mm è in fase di rifornimento. L’Ucraina ha già ricevuto una variante aggiornata degli obici M109. È un equipaggiamento di alta qualità. E la consegna è il risultato della cooperazione tra diversi Paesi», ha scritto Reznikov. Il ministro ha ricordato che le forze ucraine già utilizzano tre tipi di artiglieria da 155 mm: gli obici M777, FH70 e CAESAR.

 La mossa di Matteo Salvini, che progetta di andare a Mosca- Quando vuole andare?
Nei prossimi giorni: forse già domani sarà a Istanbul per poi raggiungere da lì la capitale russa, dove si fermerebbe almeno due giorni per «incontri istituzionali». Nel 2017 aveva visto Lavrov.

Ha detto ieri Salvini ai giornalisti: «Mi chiedono se andrò a Mosca. Lo chiedo a voi. Draghi ha fatto una cosa giusta: ha chiamato Putin. È chiaro che la pace non la ottieni accendendo una candela in Duomo, ma va costruita e cercata telefonata per telefonata, incontro per incontro. C’è il dovere di fare di tutto per avvicinarsi alla pace e, come Draghi ha fatto bene a chiamare Putin, io ce la sto mettendo tutta». Nella chat della Lega, rivela Marco Cremonesi, è stato più esplicito: «Dopo un lavoro di settimane e a tutti i livelli si sta aprendo la possibilità di incontrare, per parlare di cessate il fuoco, forniture di grano e ritorno al dialogo, rappresentanti dei governi di Russia e Turchia, nonché rappresentanti di altri governi e istituzioni internazionali».

• Gli incontri preparatori
Il 5 maggio Salvini ha visto l’ambasciatore turco a Roma, e ieri il segretario di Stato vaticano Pietro Parolin.

Ore 06:37 – La svolta nelle armi a Kiev, e l’ira di Putin

(Gianluca Mercuri) Al 94esimo giorno di guerra, arriva dalla Cnn la notizia che gli Stati Uniti hanno deciso di armare l’Ucraina come vuole l’Ucraina.

Punto per punto:
• Che arma è
Si chiama Mlrs, che sta per Multiple Launch Rocket System ed è un micidiale sistema lanciarazzi a lungo raggio, capace di sparare a raffica missili fino a 300 chilometri di distanza e di spostarsi rapidamente su veicoli blindati. «È quello che ci serve per respingere i russi», dice da giorni il ministro degli Esteri di Kiev Kuleba.

•Quando sarà usata
Gli ucraini avranno bisogno di un paio di settimane per imparare come funziona. Glielo spiegheranno istruttori europei e forse anche americani già in loco.

• Perché non è arrivata prima
Per due motivi, spiega Francesco Battistini: «1)Si tratta di sistemi molto sofisticati che al Pentagono custodiscono gelosi, perché ce n’è pochi, e i generali temono di sguarnire le scorte necessarie alla difesa nazionale; 2) c’è il rischio concreto che Kiev li utilizzi per colpire sul territorio russo, come già ha fatto, ampliando così il conflitto». Zelensky avrebbe però dato rassicurazioni agli Usa su un uso «difensivo».

•Perché è importante
Perché l’artiglieria convenzionale russa martella gli obiettivi ucraini da 50 km di distanza, e se ora diventerà raggiungibile sarà costretta ad arretrare. Nell’Est del Paese, al momento, la resistenza ucraina è in grande difficoltà proprio perché i russi, pur avanzando con grande lentezza, sono liberi di colpire.

• L’esempio di Severodonetsk
La città sotto assedio, detta ormai «la nuova Mariupol», è l’ultimo bastione della regione di Lugansk, con oltre 100 mila dei suoi 120 mila abitanti già fuggiti. Il suo governatore ha detto a Marta Serafini che «i russi vincono grazie ai grad (i sistemi missilistici semoventi) e all’artiglieria a lunga distanza: se ci arrivassero nuove armi ci metteremmo davvero poco a ricacciarli indietro». Intanto quanto può resistere la città? «Una settimana, due al massimo».

•Le mosse americane
Gli Stati uniti, spiegano Andrea Marinelli e Guido Olimpio nel loro punto militare, seguono lo stesso schema da tre mesi: aspettano di vedere quanto resistono gli ucraini e poi alzano il livello di assistenza. Così sono passati dall’offerta di fuga a Zelensky al rifornimento di missili anticarro e antiaereo portatili (Javelin e Stinger), fino ai droni-kamikaze Switchblade. Ora i Mlrs. Ma gli ucraini già chiedono qualcosa di più, gli Himars (High Mobility Artillery Rocket System), sistemi lanciarazzi ancora più agili e leggeri.

• È un’escalation?
Letteralmente, sì. Era evitabile? Letteralmente, no: senza queste armi oggi l’Ucraina sarebbe il campo da tennis di Putin.

• E Putin come l’ha presa?
Malissimo, chiaramente. Lo stesso presidente russo ha parlato di «un’aggressione di fatto da parte di alcuni Paesi ostili». E il ministro degli Esteri Lavrov è andato oltre: «L’Occidente ha dichiarato guerra a noi, a tutto il mondo russo. Sarà una lunga guerra…».

(Questo punto è stato pubblicato originariamente su PrimaOra, la newsletter che il Corriere riserva ogni giorno ai suoi abbonati e che fa parte de Il Punto. Per iscriversi: corriere.it/newsletter)

Ore 03:21 – Bloccate le vie d’uscita da Severodonetsk nell’Ucraina orientale

La città ucraina assediata di Sievierdonetsk sembra essere quasi completamente circondata dalle forze russe . Il leader della Cecenia, Ramzan Kadyrov, ha affermato ieri sera – riporta l’agenzia di stampa russa Tass – che un gruppo di combattenti ceceni ha preso il pieno controllo della linea di contatto con «i nazionalisti ucraini» a Severodonetsk, bloccando le uscite dalla città. Una “linea di contatto” è la demarcazione tra due o più eserciti, siano essi alleati o belligeranti.

Ore 02:18 – Pentagono, la commessa da 624 milioni di dollari per i missili Stinger

Un mega contratto da 624 milioni dollari è stato assegnato dal Pentagono alla Raytheon per la produzione di missili antiaerei Stinger , uno dei sistemi militari chiave che gli Stati Uniti hanno fornito all’Ucraina nella guerra con la Russia. Lo riporta la Cnn. Dall’inizio dell’invasione, gli Usa hanno inviato più di 1.400 sistemi Stinger, missili antiaerei a corto raggio con una portata di circa 5 chilometri in grado di abbattere droni, aerei ed elicotteri a bassa quota.

Ore 02:00 – Donetsk, cinque civili morti e quattro feriti

Sono cinque i civili morti e quattro i feriti nelle ultime 24 ore a causa dei bombardamenti nella regione di Donetsk. A riferirlo è il capo dell’amministrazione militare regionale Pavel Kirilenko, che ha sottolineato l’impossibilità, al momento, di stabilire il numero esatto delle vittime a Mariupol e Volnovakha.

28 maggio 2022 (modifica il 28 maggio 2022 | 06:46)

 

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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