L’angolo della spiritualità: la reincarnazione

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Secondo la teoria della reincarnazione le nostre anime tornano sulla Terra più volte reincarnandosi in corpi fisici attraverso il cosiddetto ciclo di morte rinascita. Lo scopo è lo sviluppo spirituale. A crederci sono in molti: induisti, taoisti, giainisti, buddisti, anche se questi ultimi rivisitano la teoria a modo loro.

Se la reincarnazione classica è una trasmigrazione di anime individuali, per il buddismo, che nell’anima non crede, è una trasmigrazione di stati mentali. Nel buddismo è più corretto parlare di rinascita perché a ritornare sulla Terra è un’energia generata dalle volizioni mentali inconsce di ciascuno di noi. Queste energie mentali formano il karma, che non è individuale ma impersonale. Quindi se mi comporto bene questo atteggiamento crea nella mia mente, e nel destino creato dalla mente stessa, un effetto positivo, viceversa se mi comporto male, no. Prospettiva che anziché renderci passivi, come accade spesso nell’Induismo, dove ci si sente predestinati a una certa condizione, ci rende attivi perché il Karma dipende da noi, dalla positività o negatività dei nostri pensieri. Il Futuro, in definitiva, è solo nelle nostre mani e dipende strettamente dalla mente che lo crea. Nel Buddismo siamo artefici del nostro destino.

Se nella reincarnazione è l’anima a sopravvivere al corpo e a scegliere, di volta in volta, nuovi involucri in cui vivere, la risurrezione prevede il ritorno alla vita vera e propria dopo la morte, che è una sorta di lungo sonno. A seconda della tradizione di riferimento, il defunto può rivivere nello stesso corpo, in un altro corpo, oppure spirito e corpo rinascono in tempi diversi.

Nel Cristianesimo la teoria della risurrezione viene formulata per la prima volta nel Nuovo Testamento in Isaia (Isaia 26,19) e in Daniele (Daniele 12,2), passi in cui i profeti parlano di un Regno di Dio che si instaurerà quando il peccato sarà definitivamente sconfitto e la morte privata del suo dominio. Essa viene ribadita negli Atti degli Apostoli (Atti 4,2 e 17,32) e nelle Lettere di Paolo. L’argomento ritorna spesso e lo stesso concetto di morte viene riproposto più volte. Nel Nuovo Testamento e nella Tradizione cristiana si parla inoltre di salvezza delle anime di chi merita il Paradiso, eventualmente purificate attraverso un periodo al Purgatorio. In quest’ottica Cristo ritornerà alla fine dei tempi per pronunciare il Giudizio Universale, cui seguirà la risurrezione della carne, ossia dei corpi. Si intuisce quindi come la risurrezione c’entri ben poco con la reincarnazione, anche se molti teologi e studiosi di religione da tempo dibattono su alcune affermazioni fatte da Gesù e riportate nei Vangeli sinottici. Secondo alcuni studiosi, anche Gesù sarebbe stato, per certi versi, influenzato dalle filosofie orientali.

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TERRANOSTRA | NEWS
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