Reggia di Portici, presentazione del restauro della Galleria del Piano Nobile

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Ritorna al suo antico splendore la Galleria del Piano Nobile della Reggia di Portici. La Città Metropolitana di Napoli ha completato il restauro conservativo della sala che si sviluppa su un unico livello del corpo centrale della Reggia, a cavallo della via Università — l’antica via Regia per le Calabrie — con una superficie di circa 250 mq, un’altezza di 7 metri, una lunghezza di oltre 35 metri e una larghezza di circa 6 metri.

L’intervento, interamente condotto dalla Direzione Tecnica Patrimonio della Città Metropolitana di Napoli, sotto l’alta sorveglianza della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Napoli, sarà presentato nel corso di una conferenza stampa martedì 9 giugno alle ore 12:00 alla quale interverranno il Sindaco della Città Metropolitana di Napoli, il Rettore dell’Università di Napoli “Federico II”, il Direttore del Dipartimento di Agraria, la Soprintendente Archeologia Belle Arti e Paesaggio per l’Area Metropolitana di Napoli, il Consigliere metropolitano delegato al Patrimonio con la Dirigente Servizi Tecnici Patrimonio e il Direttore di MUSA-Museo delle Scienze Agrarie.

L’operazione si inserisce nel quadro della convenzione stipulata con l’Università degli Studi di Napoli Federico II, che prevede la progressiva liberazione delle sale del primo piano — il celebre Piano Nobile — dalle attività didattiche del Dipartimento di Agraria, per restituirle a un uso integralmente museale, degno della straordinaria storia del palazzo, affidate a MUSA-Musei delle Scienze Agrarie della stessa Università.

L’intervento ha riportato alla luce le originarie volumetrie oggi esaltate anche da un nuovo sistema di illuminazione, con faretti orientabili su binario, progettato per valorizzare le qualità architettoniche degli ambienti senza alterarne la percezione complessiva. Sulle pareti, un’équipe di restauratori ha operato per il descialbo, il consolidamento e la pulitura degli intonaci storici, recuperando il più possibile l’apparato pittorico originario caratterizzato dalla presenza di cicli di affreschi con motivi ornamentali di tipo floreale e architettonico che decenni di tamponature e ridipinture avevano celato. Particolare attenzione è stata dedicata al pavimento e al recupero degli infissi originali ancora conservati: le grandi ante in legno, smontate e trattate in un apposito laboratorio allestito in loco, sono state oggetto di accurate operazioni di pulitura, consolidamento, reintegrazione delle parti mancanti e riverniciatura secondo le tonalità originarie rinvenute mediante apposite indagini stratigrafiche, per poi essere ricollocate nelle loro sedi originali.

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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