Strage delle Fontanelle: cinque ergastoli. Carcere a vita anche per Emanuele Esposito, braccio destro di Genidoni

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La sentenza è di poche ore fa. I giudici hanno optato per l’ergastolo e l’isolamento diurno per un anno per mandanti ed esecutori materiali della strage delle Fontanelle, il duplice omicidio di Giuseppe Vastarella e Salvatore Vigna. Il raid fu attuato nel momento alto dello scontro che oppose qualche anno fa i Vastarella e gli Esposito-Genidoni, meglio noti come i “Barbudos”. Ergastolo per Antonio Genidoni, all’epoca reggente del clan e accusato di aver commissionato la strage quando era detenuto agli arresti domiciliari nella sua abitazione di Milano.

Carcere a vita anche per il suo uomo più fidato, Emanuele Esposito, maranese a cui vennero poi uccisi (in un’officina di Marano) il padre e un fratello; Alessandro D’Aniello e per la madre di Genidoni, Addolorata Spina. Identica sorte è toccata anche alla moglie di Genidoni, Vincenza Esposito, per la quale il pm Urbano Mozzillo aveva invece chiesto trent’anni di carcere. Per il raid nel circolo Maria Santissima delle Grazie gli imputati rispondevano di duplice omicidio e di tentato triplice omicidio aggravato dalla matrice camorristica per aver cercato di agevolare la cosca di appartenenza. Durante il blitz armato furono feriti Dario VastarellaAntonio Vastarella e Alessandro Ciotola.

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TERRANOSTRA | NEWS
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