Marano, l’inchiesta giudiziaria sul Comune e il silenzio su Di Pace. Dove sono quelli che lo criticavano?

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Il dirigente Pasquale Di Pace, capo supremo dell’ufficio tecnico comunale e del settore igiene urbana nonché del comparto per le attività produttive, sbarcato a Marano sotto la gestione commissariale (non da dirigente ma poi diventato tale per volere del prefetto Reppucci), ha subito una pesante battuta d’arresto nei giorni scorsi, quando i carabinieri del nucleo investigativo di Castello di Cisterna – su delega della Dda – hanno sequestrato un gazebo commerciale di piazza del Plebiscito. Una struttura autorizzata proprio dal Di Pace che a più riprese, nonostante le osservazioni e le critiche di numerosi addetti ai lavori, aveva difeso il suo operato. La Dda e i carabinieri di Castello, che hanno iscritto nel registro degli indagati anche un loro collega di Marano, ipotizzano (in generale) che qualcosa sia andato storto anche sul fronte della gestione dei rifiuti e dei rapporti con la ditta Tekra (vedi alla voce stagionali), negli ultimi mesi – come denunciato da alcuni consiglieri – non penalizzata per le anomalie del servizio.

Eppure nonostante il clamore suscitato dall’inchiesta giudiziaria, quelli che lo criticavano in privato (noi a Di Pace le cose non le abbiamo mai mandate a dire, nel bene e nel male, sempre con schiettezza e lealtà), consiglieri e dipendenti comunali, tacciono. Se ne stanno in silenzio dopo aver detto peste e corna negli ultimi mesi, proprio in relazione alla vicenda rifiuti, sulla questione condono (i controlli sono fermi da un anno e mezzo) e sulle modalità di interazione con i professionisti, geometri e architetti, del territorio.

Ora, come sempre accade a Marano, nessuno parla. Non dicono nulla i consiglieri di maggioranza, che pure in privato ci “ammorbavano” con Di Pace, né quelli di minoranza, né tanto meno il sindaco, “notoriamente” solerte quando c’è da esporsi in prima persona…Né tanto meno abbiamo udito parole e versi dal meet up locale dei 5 Stelle, alcuni dei quali amici di vecchia data del Visconti.

I grillini gridavano “onestà, onestà”. Noi a Marano, invece, ci limitiamo a dire “omertà, omertà”.

© Copyright Fernando Bocchetti, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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