Primarie Pd, oggi il nuovo leader: Zingaretti è il favorito

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Insieme dietro lo striscione del Pd alla manifestazione di Milano contro il razzismo. Nucola Zingaretti e Maurizio Martina hanno offerto così la fotografia plastica delle primarie dem di oggi: niente colpi bassi, fair play, fino all’accusa di una campagna noiosa per mancanza di liti. Anche Roberto Giachetti, che aveva minacciato di «togliere il disturbo» in caso di accordo con M5s e di ritorno di D’Alema e Bersani, ha oggi ribadito di non volersene andare in caso di sconfitta. A queste primarie guardano anche tutti gli altri partiti del centrosinistra perché il tema delle possibili alleanze dovrà essere affrontato sin dalle europee di fine maggio. La prima questione con cui il nuovo segretario dovrà confrontarsi, a partire dalla proposta di Carlo Calenda di un listone di tutti gli europeisti. Su cui non c’è una visione condivisa tra i candidati e che registra le perplessità di Zingaretti. Di buon mattino Matteo Renzi ha fatto gli «auguri» ai tre candidati: «Mi fa piacere che tutti e tre abbiano escluso accordi coi Cinque Stelle e ritorni al passato. Chiunque vinca non dovrà temere da parte mia alcuna guerriglia come quella che io ho subito». Stessa promessa da Roberto Giachetti, che con Anna Ascani e la loro mozione rivendicano l’impianto riformista del Pd di Renzi e dei governi a guida Dem. «Non ho mai detto che se non vinco me ne vado». Anzi, Giachetti ha ricordato di essere spesso «stato in minoranza nel Pd» e di aver rispettato le decisioni prese a maggioranza, compreso il suo voto contrario alla sua legge sulla depenalizzazione delle droghe, perché così aveva deciso la maggioranza.

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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