Marano, il Comune pagherà (con lo sconto) l’avvocato Marone. Ma c’è un colpo di scena: la vicenda non sbarcherà più in Consiglio comunale così come avrebbe voluto Liccardo

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E alla fine l’amministrazione Liccardo ha ceduto. E’ di qualche giorno fa la notizia che l’Ente, dopo una querelle che si trascinava da anni, ha deciso di saldare il conto con l’avvocato Riccardo Marone, consulente legale del Comune per oltre un decennio, che vantava un credito di circa 700 mila euro, maturati perlopiù durante le gestioni Bertini e in parte con Perrotta. L’avvocato, ex vicesindaco di Napoli, stanco dei continui rimpalli di responsabilità, aveva citato in giudizio il Comune per il mancato rispetto degli accordi: poco meno di 400 mila euro subito anziché i circa 700 mila maturati nell’arco di un decennio. L’udienza, la prima, era stata già fissata. Ma perché l’amministrazione cittadina non aveva rispettato i patti? Il pomo della discordia verteva sulla valutazione dell’origine del debito. Se si trattava, in pratica, di un debito fuori bilancio e se la somma, almeno gran parte di quella richiesta da Marone, doveva essere vagliata e avallata dal Consiglio comunale e non con un semplice atto dirigenziale. In quella sede, quella consiliare, secondo il primo orientamento di Liccardo, sarebbero dovute emergere anche precise responsabilità politiche ed è per questo che l’attuale giunta spingeva affinché la questione fosse esaminata dal civico consesso. E invece, come già accaduto per altre vicende (vedi alla voce “tarantelle” con i dirigenti), si è cambiato idea e optato (dopo il via libera dei revisori dei conti) per la transazione con Marone supportata da un mero atto dirigenziale. La questione debito, insomma, non sbarcherà in Consiglio e le famigerate “responsabilità politiche” resteranno come sempre nel cassetto.

Di seguito l’articoletto commissionato dal primo cittadino a un portale della zona. Si parla di vecchi debiti, ma non si fanno nomi. E’ tutto maledettamente generico, insomma. Forse il sindaco vuole tenersi buono qualcuno dell’opposizione? Non sarebbe la prima volta.

“Con delibera di g.c. n. 7 del 10.2.2016 è stato dettato l’indirizzo per i pagamenti dei compensi professionali maturati negli anni precedenti dagli avvocati, in conformità al parere recentemente rilasciato dai revisori del comune.

Ingenti debiti accumulati negli anni ed ereditati da questa amministrazione che non solo è costretta ad operare in un regime normativo che impone sempre maggiori tagli agli enti locali, in un’ottica di contenimento della spesa pubblica, ma deve anche far fronte al pagamento di enormi passività derivanti da precedenti gestioni a dir poco scellerate.

Emblematica la vicenda delle spettanza professionali ancora dovute all’avv. Marone che vantava nei confronti del Comune un debito residuo di oltre € 700.000,00 per attività di consulenza e rappresentanza in giudizio prestate in favore dell’ente su incarichi ricevuti negli anni precedenti.

A fronte di tale credito il professionista ha accettato una riduzione di oltre € 300.000,00. Si tratta comunque di importi di enorme entità che dimostrano come nelle precedenti gestioni dell’ente non vi era alcuna attenzione al contenimento dei costi con l’affidamento di consulenze ed incarichi per centinaia e centinaia di migliaia di euro”.

 

© Copyright Redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TERRANOSTRA | NEWS
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