L’ultima di Conte: “No allo slogan dei porti chiusi: daremo lavoro a migliaia di africani”

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Ospite sabato sera di Italia 5 Stelle, la festa del Movimento 5 Stelle in corso a Napoli, il premier Giuseppe Conte è stato accolto da una vera e propria standing ovation.

E non poteva essere altrimenti. Ancora più del capo politico Luigi Di Maio, è lui il vero leader pentastellato, nonostante abbia ripetuto più di una volta di non avere mai preso la tessera del Movimento. “Sono davvero felice di essere qui – ha esordito nel suo intervento davanti alla platea grillina – a festeggiare il vostro decimo compleanno: auguri, auguri. E sono felice che sia festeggiato in questa meravigliosa città, che ha dedicato tanto a noi e al mondo. Voi – ha scandito dal palco – siete il trionfo della buona politica e non l’anti-politica. Voi siete quelli – ha continuato il premier – che stimolano tutti, con la critica, a onorare le istituzioni con comportamenti onesti“. Parole accolte dall’entusiasmo del popolo pentastellato, che ha gridato “onestà, onestà“. Il comizio in solitaria di Conte è stato preceduto da un faccia a faccia con Di Maio, colui che più di tutti ha contribuito a trasformarlo nella figura di riferimento degli elettori grillini. A cui il premier si è poi rivolto parlando di alcuni temi di attualità.

Senza risparmiare stoccate a chi “parla per slogan. Noi – ha spiegato Conte – parliamo di progetti concreti. Gli slogan li lasciamo a chi dice che ha le coperture finanziarie per tagliare le tasse a tutti“. Stoccata evidente agli ex alleati leghisti. Seguita subito dopo da un’altra frecciata, l’ennesima negli ultimi mesi, a Matteo Salvini. L’argomento non poteva che essere l’immigrazione, con il governo chiamato a fronteggiare l’aumento degli sbarchi di migranti. Se il Conte I lavorava per chiudere i porti, il “Bisconte” ha cambiato pelle. “Risolveremo il problema dell’immigrazione – ha promesso il presidente del Consiglio – non con lo slogan ‘porto chiuso'”, ma “lavoreremo per offrire a migliaia di giovani africani il lavoro“. Già, ma come? Questo il premier non lo dice. Ma incassando ugualmente gli applausi dei sostenitori pentastellati, e liquidando il “clamore mediatico” sul Russiagate come semplici “fesserie”.

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TERRANOSTRA | NEWS
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