MARANO, CAMORRA. SCARCERAZIONI A RAFFICA. DA IACOLARE A RUGGIERO, ECCO COSA STA ACCADENDO

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Altre scarcerazioni, alcune per fine pena, altre per il venir meno delle esigenze cautelari per decadenza dell’aggravante mafiosa. Negli ultimi mesi, sono tornati in libertà tanti boss, affiliati o soggetti contigui ai clan locali. Da Gaetano Iacolare, coinvolto nell’omicidio del giornalista Giancarlo Siani, per fine pena dopo 24 anni di reclusione, a Vincenzo Lubrano, fratello di Armando. E poi, Filippo Nuvoletta, Castrese Carbone, Paolo Della Rocca e tanti altri. Poco prima era uscito dal carcere, per fine pena, anche il palazzinaro Antonio Simeoli, nonché un nordafricano, legato al clan Orlando, molto noto alle cronache locali. E’ fuori, già da tempo, anche un altro Lubrano, Raffaele, fratello di Vincenzo e Armando.

A questi si aggiungono gli scarcerati di ieri: Nicola Langella, Nicola Raimondo e Salvatore Ruggiero, detto ‘o Russo, figlio del collaboratore di giustizia Giuseppe Ruggiero. Due di questi del cosiddetto gruppo di “For ‘o Truglio”.

Nei mesi precedenti, infine, a far discutere (e tanto) era stata l’assoluzione in primo grado (per concorso esterno con il clan Polverino) di un altro palazzinaro di punta del territorio, Angelo Simeoli, tirato in ballo da decine di pentiti, condannato in seguito per corruzione nell’ambito del processo Bertini.

Tanti uomini, tante vicende giudiziarie talvolta non gestite al meglio, che vanificano anni di indagini e operazioni di valenti operatori della giustizia.

 

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