Tutto lasciava pensare che lo strappo dovesse essere ricucito. La visita di Marco Rubio in Vaticano prevista per dopodomani dovrebbe (o doveva?) servire proprio a questo. Invece, a 24 ore dall’arrivo del segretario di Stato a Roma, Donald Trump è tornato ad attaccare Leone XIV. In un’intervista telefonica concessa a Hugh Hewitt, anchorman dell’emittente tv conservatrice Salem News Channel, il presidente degli Stati Uniti ha affermato che “il Papa sta mettendo in pericolo molti cattolici e molte persone”.
L’occasione è stata una domanda sul più volte annunciato, e finora rimandato, viaggio del capo della Casa Bianca in Cina. “Lei ha avuto questo scambio di battute con Papa Leone – premette Lewitt parlando dello scontro delle scorse settimane -. Vorrei che Papa Leone parlasse di Jimmy Lai. Lei ne ha parlato con il presidente (Xi Jinping, ndr?). Lo riporterai sull’argomento?”, domanda quindi l’intervistatore a Trump riferendosi al dissidente cattolico a febbraio condannato a 20 anni di carcere a Hong Kong, regione ad autonomia limitata della Repubblica Popolare, con l’accusa di “collusione con forze straniere” e “cospirazione a scopo di sedizione”.
La replica di Trump è un nuovo attacco al pontefice: “Beh, il Papa preferisce parlare del fatto che per l’Iran va bene avere un’arma nucleare, e non credo che sia una cosa positiva – sibila il presidente degli Stati Uniti -. Penso che stia mettendo in pericolo molti cattolici e molte persone. Ma immagino che, se dipende dal Papa, per lui va benissimo che l’Iran abbia un’arma nucleare”.
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