GIUSTIZIA: RASTRELLI (FDI), “REFERENDUM PASSAGGIO ATTESO DA 40 ANNI PER TRASPARENZA E MERITO NELLA MAGISTRATURA”

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“Siamo i primi a riconoscere ciò che la vera magistratura, quella con la schiena diritta, ha fatto per l’Italia negli ultimi ottant’anni, nelle stagioni più dure del terrorismo e dell’aggressione mafiosa. Ma proprio per difendere quella storia bisogna avere il coraggio di riformare ciò che non funziona”.

Così il senatore di Fratelli d’Italia Sergio Rastrelli, segretario della commissione Giustizia di Palazzo Madama, intervenuto questa mattina a Benevento, nella sala convegni della Biblioteca Comunale, ad un’iniziativa pubblica dedicata al referendum sulla riforma della giustizia, organizzata dal Circolo Antonio Guarra, a “sette giorni, soltanto sette giorni, per raggiungere un risultato che l’Italia attende da oltre quarant’anni”.

Nel suo intervento, il parlamentare di Fratelli d’Italia ha respinto le accuse rivolte ai sostenitori della riforma. “Ad ascoltare le ragioni dei sostenitori del no – ha affermato rivolgendosi al pubblico in sala  – voi tutti sareste una platea di farabutti, delinquenti, massoni deviati. Io e il senatore Mimmo Matera (tra i relatori dell’incontro, ndr) saremmo addirittura eversori dell’ordine costituzionale. Questo è intollerabile”.

“Nel 2019, nel chiuso di una stanza dell’Hotel Champagne – ha ricordato Rastrelli richiamando le vicende legate allo scandalo che ha coinvolto il CSM -, si riunivano esponenti della politica e vertici della magistratura per spartizioni di cariche e incarichi. Un livello di putridume che ha fatto gridare allo scandalo persino il Presidente della Repubblica”. Rastrelli ha quindi citato in particolare le rivelazioni emerse dalle chat dell’ex magistrato Luca Palamara: “Da quelle conversazioni sono emersi contatti con ben 700 magistrati. Sapete in quanti hanno pagato? Uno solo”.

Secondo l’esponente di Fratelli d’Italia, la riforma mira dunque a ristabilire principi essenziali di garanzia e imparzialità. “Quando si entra in un’aula di giustizia la prima cosa che si chiede al giudice è che sia terzo e imparziale. È una pretesa minima”.

Il senatore ha inoltre richiamato i dati sulle ingiuste detenzioni: “Negli ultimi sette anni si sono registrati 6500 risarcimenti per ingiusta detenzione. Significa almeno 6500 persone, oltre 1.000 ogni anno, che non dovevano essere arrestate. Significa vite devastate ingiustamente che quasi mai troveranno un responsabile che paghi per tutto questo”. “Anche per questo – ha sottolineato l’esponente di Fratelli d’Italia – il referendum rappresenta un passaggio fondamentale per riscrivere le regole secondo il principio della massima trasparenza e della sovranità popolare”.

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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